Nel nuovo appuntamento con la nostra rubrica storica, puntiamo i riflettori su uno dei simboli più amati della storia recente delle Vespe: Francesco “Checco” Ingenito. Arrivato a Castellammare nel 2004, il bomber ha impiegato pochissimo tempo per prendersi la squadra sulle spalle e trascinarla verso il trionfo.
Fisico imponente e tecnica superiore, Ingenito è stato un centravanti totale, capace di segnare in ogni modo possibile. Dalla distanza, svettando imperioso di testa, con la freddezza del rigorista o con l’astuzia del predatore d’area: per le difese avversarie, marcarlo era un incubo costante. In quella stagione magica, “Checco” non è stato solo un finalizzatore, ma l’anima di una squadra che puntava dritta all’obiettivo.
Nonostante il tempo passi, i tifosi gialloblù custodiscono nel cuore alcuni dei suoi acuti più iconici, momenti che hanno segnato la memoria collettiva della piazza:
Il derby di Torre Annunziata: Il gol che mette la firma sulla sfida più sentita.
La rimonta in Coppa: Una tripletta leggendaria che ha ribaltato il destino di una qualificazione che sembrava persa.
Il rigore contro il Potenza: Il sangue freddo nei momenti in cui il pallone pesa come un macigno.
L’amore eterno della città
Checco Ingenito non è stato un calciatore di passaggio. È stato il centravanti della rinascita, colui che ha ridato orgoglio e gol a una piazza che ha fame di grande calcio. Personaggio mai banale, uomo spogliatoio e idolo della gradinata, Ingenito occupa ancora oggi un posto speciale nell’olimpo dei bomber stabiesi.


