Il match si accese subito su ritmi elevati. Dopo pochi giri di orologio, Mosti finì sul taccuino del direttore di gara: un cartellino giallo speso per disinnescare una ripartenza del Cesena che rischiava di farsi pericolosa. Al 19′, Shpendi diede il primo squillo della sua partita lavorando un buon pallone al limite, ma la sua conclusione risultò troppo debole, una semplice “telefonata” per i guantoni di Confente.
Appena un minuto dopo, il pubblico trattenne il fiato: Pierobon si rese protagonista di un intervento prodigioso, un “volo d’angelo” in piena area di rigore per anticipare Castagnetti, strozzando in gola l’urlo del gol alla squadra di Mignani. Fu l’ultima azione di Castagnetti, costretto poco dopo a lasciare il campo per far posto a Bastoni.
Il vantaggio ospite e la risposta romagnola
Al 29′, la Juve Stabia sbloccò l’equilibrio: Maistro pennellò dalla bandierina e Bellich, svettando imperioso, trovò l’incornata vincente per lo 0-1. Il Cesena accusò il colpo, ma provò a reagire ancora con Shpendi che, al 38′, sciupò un’ottima occasione calciando troppo centrale da posizione favorevole.
Il pareggio, però, era nell’aria e arrivò al 41′. Proprio il subentrato Bastoni fu il più lesto a inserirsi dopo una sponda perfetta di Shpendi, trafiggendo Confente per l’1-1. Tre minuti più tardi, lo stadio esplose di nuovo quando Blesa ribaltò il risultato risolvendo una mischia dopo una corta respinta di Varnier. La gioia romagnola fu però strozzata dal VAR: un fuorigioco millimetrico annullò la rete, mandando le squadre negli spogliatoi sul punteggio di parità.
Ripresa: il rosso e l’assedio delle Vespe
Il secondo tempo iniziò con un brivido per il Cesena, che perse un pallone sanguinoso in uscita; Maistro e Cacciamani orchestrarono per la testa di Candellone, che però non inquadrò lo specchio. Al 59′, i bianconeri sfiorarono il raddoppio in contropiede: Confente si superò su Bastoni e, sulla respinta, il numero 10 bianconero fallì incredibilmente il tap-in della gloria.
Pochi istanti dopo, il destino voltò le spalle a Bastoni: un braccio troppo largo su Carissoni gli costò il secondo giallo e l’espulsione, un episodio destinato a far discutere nelle moviole post-partita. Con l’uomo in meno, il Cesena si arroccò e salì in cattedra Klinsmann. Il portiere fu strepitoso prima su Mosti al 66′, poi indossò letteralmente il mantello da supereroe per neutralizzare in sequenza i tentativi di Carissoni e Leone.
Il finale
Mentre i tecnici giocavano la partita a scacchi dei cambi — con l’ingresso di Bisoli, Burnete, Piscopo e Stabile — Ignazio Abate tentò il tutto per tutto inserendo Duca per aumentare il peso offensivo. Nonostante l’assedio finale delle “Vespe”, la difesa del Cesena resse l’urto. Al triplice fischio, il punteggio rimase inchiodato sull’1-1: un punto sudato che, per come si era messa la gara, finì per accontentare entrambi gli schieramenti.


