Castellammare – Il 17 e il 19 aprile il Teatro Stabile Santa Filomena di Castellammare di Stabia (Via Sarnelli, 26) ospiterà “El Diego. Come Maradona ci ha cambiato la vita”, lo spettacolo teatrale scritto da Tonino Scala, diretto da Giulia Conte e promosso dall’associazione culturale L’Alegria. Due imperdibili appuntamenti dedicati a una delle figure più amate e simboliche della storia del calcio e dell’identità napoletana.
El Diego: Maradona oltre il calcio
Uno spettacolo che non si limita a raccontare il campione argentino, ma indaga l’impatto umano, sociale ed emotivo che Diego Armando Maradona ha avuto su un’intera generazione. Un viaggio tra ricordi, passioni e trasformazioni collettive, dove il teatro diventa spazio di memoria condivisa e racconto popolare.
Sul palco saliranno Gaetano Aiello, Antonio Amoruso, Cira Conte, Giulia Conte, Giuliana Mura,Tonino Scala e Giusy Somma che daranno vita a una narrazione intensa e corale, capace di intrecciare storie personali e storia collettiva, emozione e identità.
L’intervista alla regista: anticipazioni esclusive
In vista del debutto, abbiamo intervistato la regista Giulia Conte che ha svelato in anteprima alcuni aspetti dello spettacolo, raccontando la genesi del progetto e l’intento di restituire non solo il mito sportivo, ma soprattutto l’eredità emotiva lasciata da Maradona nella vita quotidiana delle persone.
- Cosa ci si deve aspettare da questo spettacolo?
“El Diego” è il racconto di un’appartenenza. Raccoglie le testimonianze di chi ha vissuto a Napoli negli anni ’80 e di come la vita dei napoletani sia cambiata con l’arrivo di Maradona. Racconta di un’identità smarrita e ritrovata, ma racconta anche di un sentimento univoco che andava al di là di qualsiasi contesto sociale.
- Raccontare Maradona significa raccontare un uomo, un mito o un’epoca?
Non sono appassionata di calcio e perciò, prima di iniziare questo viaggio, ho dovuto informarmi, approfondire. Posso dire che significa tutte e tre le cose, perché non si può scindere l’uomo dal campione che è stato e dal periodo storico che abbiamo vissuto a Napoli grazie alle sue imprese calcistiche
- Quanto è centrale la città di Napoli nella narrazione scenica?
Napoli è fondamentale per raccontare Maradona e viceversa. E questo nel bene e nel male. Non sarebbe stato lo stesso se Maradona avesse giocato a Torino o a Milano.
- Il legame tra Maradona e Napoli è più sportivo o profondamente sociale e culturale?
Il legame tra Maradona e Napoli nasce sul campo verde ma diventa altro; diventa la presa di coscienza, la rivincita sociale. In un certo modo Maradona diventa il simbolo di un riscatto non solo popolare. Maradona è di tutti, da Posillipo alla Sanità fino alla provincia, ed è innegabile che la sua storia a Napoli abbia scosso l’Italia intera.
- Che tipo di emozione vorresti restasse allo spettatore una volta uscito dal teatro?
Mi piacerebbe che lo spettatore ritrovasse in questo spettacolo un po’ di se stesso, che si sentisse protagonista un po’ come è accaduto a tanti napoletani con l’arrivo di Maradona.
- In che modo Maradona parla ancora al presente?
Maradona è Napoli. Lo respiri appena arrivi, nelle strade con i suoi murales, nelle bandiere appese ai balconi, nelle bancarelle, nei tatuaggi di molti napoletani. Non si può immaginare Napoli senza Vesuvio e senza Maradona.
Due serate dedicate a un mito senza tempo
El Diego. Come Maradona ci ha cambiato la vita: Due serate che promettono emozione, memoria e teatro autentico, per rivivere attraverso la scena il racconto di un’epoca e di un campione che continua ancora oggi a unire generazioni diverse.
INFO:
- “El Diego. Come Maradona ci ha cambiato la vita” di Tonino Scala, diretto da Giulia Conte
- Con Gaetano Aiello, Antonio Amoruso, Cira Conte, Giulia Conte, Giuliana Mura,Tonino Scala e Giusy Somma.
QUANDO:
- Venerdì 17 Aprile ore 20:30
- Domenica 19 Aprile ore 19:00.
DOVE:
- Teatro Stabile Santa Filomena – Via Sarnelli, 26 – Castellammare di Stabia (NA).
CONTATTI:
Tel. 349.613 33 07


