Un pareggio che lascia l’amaro in bocca per le modalità, ma che conferma la tempra della Juve Stabia di Ignazio Abate. Dopo una settimana tormentata dai fatti extracampo, le Vespe rispondono con una prestazione di cuore e generosità, fermando sull’1-1 un Catanzaro mai domo. Un match vibrante, deciso da un lampo di Mosti e da un finale concitato che ha tenuto il pubblico col fiato sospeso fino al triplice fischio.
La Cronaca: Sassata di Mosti e assedio giallorosso
Al pronti via è subito la Juve Stabia a ruggire: Mosti mette subito alla prova i riflessi di Pigliacelli. È solo il preambolo al vantaggio che arriva al 17′: ancora Mosti, con una vera e propria sassata, trafigge il portiere calabrese facendo esplodere il settore locale.
Il Catanzaro di Aquilani reagisce e al 32′ Alesi esalta i riflessi di Confente, che si salva miracolosamente. Gli ospiti premono: Liberali semina il panico in area, poi Cassandro serve ad Alesi la palla della gloria, ma l’attaccante giallorosso la spreca clamorosamente. Prima del riposo, Antonini salva il Catanzaro murando un gol già fatto di Correia.
Ripresa di fuoco: cambi e rigori negati
Nella ripresa Abate ridisegna le Vespe: entrano Okoro e Leone per Gabrielloni e Torrasi, e successivamente Varnier per Diakitè. Anche il Catanzaro attinge dalla panchina inserendo pezzi da novanta come Oudin e l’ex Buglio.
La tensione sale al minuto 85: Okoro va giù in area dopo un contatto sospetto, ma per il direttore di gara non è calcio di rigore. Sul ribaltamento di fronte, Di Francesco fa squillare il primo campanello d’allarme.
Il finale folle: Beffa e miracolo di Pigliacelli
Al minuto 88 la beffa si concretizza: un rimpallo sfortunato in area premia Di Francesco, che firma l’1-1. Ma le Vespe hanno sette vite: in pieno recupero Maistro scaglia un tiro destinato al bersaglio grosso, ma Pigliacelli vola e salva il risultato. Finisce in parità, un risultato sostanzialmente giusto ma che lascia i gialloblù con il rimpianto di un colpaccio sfiorato.


