Se il calcio fosse solo una questione di centimetri e legni, oggi parleremmo di un’altra storia. Ma il calcio è, prima di tutto, cuore, strategia e cinismo. L’impresa della Juve Stabia al “Braglia” non è solo una vittoria; è il manifesto del calcio di Ignazio Abate, capace di espugnare la tana del Modena di Andrea Sottil con una prova di maturità impressionante.
La Sofferenza e il Muro
La partita è stata un lungo brivido. Il Modena ha cercato di azzannare il match sin dall’inizio, con quel palo di Ambrosino su punizione che trema ancora e le folate di Zampano e Tonoli. Ma è qui che è emersa la vera anima delle Vespe. Sotto la pressione dei padroni di casa, la Juve Stabia non si è sgretolata.
Alessandro Confente è stato il custode del sogno, monumentale nel murare Gliozzi al 71’ e nel guidare un reparto dove Giorgini si è immolato su ogni traiettoria. Una squadra che sa soffrire è una squadra che può vincere, e i ragazzi di Abate hanno trasformato l’area di rigore in un fortino inespugnabile, rendendo sterile il “fumo” prodotto dal Modena nel finale.
L’Occasione e il Destino
Le occasioni non sono mancate: il rammarico per il diagonale largo di Cacciamani su invito al bacio di Maistro poteva pesare come un macigno. Invece, la Juve Stabia ha avuto la forza mentale di restare nel match, aspettando il momento giusto, il varco nel tempo.
E il tempo si è fermato al minuto 86. Un calcio d’angolo, la sponda intelligente di Gabrielloni e poi lui: Kevin Zeroli.
Zeroli: Un Gol per la Storia
Definire “goal” la prodezza di Zeroli sarebbe riduttivo. È stata una coordinazione celestiale, una rovesciata che ha racchiuso in sé tutta la voglia di una città intera. In quel volo acrobatico c’è stato il coraggio dei giovani di Abate e la determinazione di chi non vuole smettere di sognare.
Mentre il Modena di Sottil cercava il gol con la forza, la Juve Stabia lo ha trovato con la bellezza. Una bellezza che ora vale una semifinale Play-off meritatissima. Le Vespe volano, cariche di entusiasmo e di una solidità difensiva che fa paura a chiunque.
Abate ha vinto la sua partita a scacchi contro un maestro come Sottil, dimostrando che la sua Juve Stabia ha le idee chiare, le gambe forti e, soprattutto, un cuore che batte al ritmo dei grandi traguardi.


