Il cammino d’inizio stagione della Juve Stabia si prepara a vivere una delle sue tappe più affascinanti. Dopo la trasferta di Coppa Italia a Frosinone e l’esordio di campionato nella bolgia del “Renzo Barbera” contro il Palermo, il mese di agosto delle Vespe si chiuderà con la terza gara consecutiva lontano dalle mura amiche. Destinazione: lo Stadio Luigi Ferraris di Genova per la sfida contro la Sampdoria.
Nel cuore del “Marassi”, la casa più antica del pallone italiano
Per gli uomini di mister Pietro De Giorgio non sarà una trasferta qualunque, ma un vero e proprio appuntamento con la storia. Colloquialmente noto come “Marassi” dal nome del quartiere genovese che lo ospita, il Ferraris è stato inaugurato nel 1911 ed è a tutti gli effetti il più antico impianto calcistico in attività d’Italia.
Un vero e proprio monumento del calcio nostrano, capace in passato di ospitare fino a 60.000 spettatori e oggi ristrutturato a una capienza di 33.205 posti. Completamente coperto dopo i profondi lavori di ammodernamento realizzati per i Mondiali di Italia ’90, lo stadio di proprietà comunale è gestito paritariamente dalle due anime calcistiche della città, Genoa e Sampdoria. Oltre alle partite della Nazionale di calcio e di rugby, le sue tribune all’inglese — a ridosso del rettangolo verde — hanno fatto da cornice a notti storiche di sport e grandi concerti.
Un banco di prova d’altissimo livello per le Vespe
Calcare un prato così prestigioso rappresenta motivo di grande orgoglio per Castellammare di Stabia, ma anche un test probante per valutare la maturità della squadra. Affrontare la Sampdoria in un tempio della Serie A chiederà alla Juve Stabia massimo ordine tattico, coraggio e spirito di sacrificio per arginare la spinta del pubblico blucerchiato.
Uscire indenni da questa terza “roccaforte” consecutiva permetterebbe alle Vespe di chiudere un agosto di ferro con punti preziosi in classifica e un’iniezione d’entusiasmo fondamentale, prima di poter finalmente riabbracciare il proprio pubblico tra le mura amiche del “Romeo Menti”.


