C’è un filo sottile che separa l’ambizione dalla realtà, ma la Juve Stabia vista a Palermo ha dimostrato di poter camminare su quel filo con la disinvoltura dei grandi. Il 2-2 finale non è solo un punto guadagnato in classifica; è un manifesto di resilienza, un grido di appartenenza lanciato in uno dei templi del calcio italiano.
L’avvio della banda di Abate è stato da manuale del calcio d’autorità. La giocata di Okoro al 9′ non è stata casuale: una percussione che ha mandato in tilt Joronen, costretto al fallo da rigore. Dal dischetto, Leone ha trasformato con la freddezza di un veterano, congelando i trentamila del Barbera e portando la “lunetta” stabiese in cima al mondo.
Ma il calcio, si sa, vive di fiammate. Dopo il vantaggio, è salito in cattedra Confente, autore di una prova maiuscola, specialmente nel duello rusticano con un Pohjanpalo scatenato. Se la Juve Stabia è arrivata al riposo in vantaggio, il merito va diviso tra i guantoni del portiere e il sacrificio di Giorgini, autore di un salvataggio sulla linea che vale quanto un goal.Il secondo tempo ha presentato il conto. Il Palermo di Inzaghi, rinvigorito dai cambi e dalla classe dei suoi singoli, ha ribaltato il match in cinque minuti di fuoco. Il rigore di Pohjanpalo e la zampata di Bani sembravano il preludio al più classico dei “c’eravamo tanto amati”. Una squadra meno matura si sarebbe sciolta sotto i colpi dei rosanero e il boato del pubblico.Mentre Inzaghi rimescolava le carte con Gomes e Vasic, la Juve Stabia rispondeva colpo su colpo. La vivacità di Cacciamani ha cambiato l’inerzia: è stato lui a pescare il jolly per Mosti, bravissimo a sfruttare l’unica vera indecisione di Ceccaroni. Il pareggio del “caldissimo” Mosti è la fotografia della squadra: cinica, mai doma, capace di soffrire senza perdere la bussola.Tornare da Palermo con un punto, dopo essere stati sopra, poi sotto e infine capaci di rimontare, certifica una cosa sola: questa Juve Stabia ha i giri del motore giusti per dare fastidio a chiunque. Se il Barbera doveva essere un esame di maturità, le Vespe lo hanno superato a pieni voti.


