Tutto è iniziato davvero sulle rive dell’Adriatico. Sotto la guida del maestro Zdeněk Zeman, un giovanissimo Insigne formò nel 2012 un trio leggendario con Ciro Immobile e Marco Verratti. In quella stagione di Serie B, Lorenzo segnò 18 gol, trascinando il Pescara in Serie A e convincendo il Napoli che quel “scugnizzo” di Frattamaggiore era pronto per il grande salto. Anche bisogna pure ricordare un primissimo Lorenzo Insigne sempre con Zeman alla corte del Foggia.
Tornato a casa, Insigne è diventato il simbolo, il capitano e l’anima del Napoli per un decennio. Con la maglia azzurra ha collezionato numeri da capogiro.Il punto più alto della sua carriera internazionale è senza dubbio l’Europeo 2020 (giocato nel 2021). Insigne è stato il perno del 4-3-3 di Roberto Mancini, segnando un gol meraviglioso contro il Belgio nei quarti di finale e alzando la coppa nel cielo di Londra. Un successo che lo ha consacrato tra i grandi della storia della Nazionale.Dopo la parentesi in MLS con il Toronto FC (dal 2022 al 2025), dove ha portato la sua classe oltreoceano segnando oltre 20 reti, Lorenzo ha fatto una scelta di cuore. A gennaio 2026, all’età di 34 anni, è tornato a Pescara in Serie B.
Lorenzo Insigne oggi rappresenta l’essenza del calcio tecnico italiano: un giocatore che ha saputo vincere, emigrare e poi tornare dove tutto è iniziato, per chiudere il cerchio lì dove il suo talento è fiorito per la prima volta.


