Il nuovo Napoli di Massimiliano Allegri comincia a prendere forma nel ritiro in Val di Sole. Nei primi giorni di lavoro emerge una metodologia differente rispetto all’era Conte, con il pallone al centro delle sedute e un dialogo costante tra il tecnico e i calciatori.
Pallone sempre protagonista
La squadra ha svolto il primo vero lavoro a secco, con circa quaranta minuti dedicati a corsa e ripetute. La parte atletica ha però lasciato rapidamente spazio alle esercitazioni con il pallone e alle partitelle ad alta intensità.
Allegri osserva da vicino la costruzione del gioco e interviene per spiegare le proprie richieste nella fase di impostazione e nella gestione del possesso.
Lo staff al lavoro
Durante le esercitazioni, il tecnico lascia inizialmente spazio ai suoi collaboratori più stretti.
Quando iniziano le partitelle, Allegri si sposta al centro dell’azione per fornire indicazioni ai calciatori, dai senatori come Di Lorenzo, Lobotka e Anguissa agli uomini offensivi come Hojlund e Alisson.
Scelto il modulo
Il Napoli dovrebbe ripartire dal 4-3-3, sistema sul quale Allegri sta impostando il lavoro tattico della squadra.
L’allenatore sta concentrando l’attenzione sulla difesa a quattro e sulla regia di Stanislav Lobotka, chiamato a tornare il punto di riferimento della manovra azzurra.
Dialogo con i leader
Durante gli allenamenti Allegri resta spesso vicino al centrocampista slovacco, al quale fornisce indicazioni continue.
Fitto anche il confronto con Anguissa, dentro e fuori dal campo. Il nuovo Napoli prende così forma attraverso intensità, comunicazione e centralità del pallone.


