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La Sampdoria va k.o. anche con l’Inter e rimane in fondo alla classifica. La squadra di Di Francesco, però, ci mette molto di suo, regalando un tempo e poi, nella ripresa, andando a sbattere contro il muro impenetrabile creato dagli uomini di Conte, la cui superiorità oggi è stata anche esaltata dalle amnesie difensive dei blucerchiati. Per l’Inter invece, tutto bene: il filotto, sei vittorie su sei partite, si allunga e il morale è a mille per affrontare, la prossima settimana, prima il Barcellona in Champions e poi la Juve nello scontro diretto.

Sampdoria-Inter: primo tempo

Di Francesco rimescola ancora le carte e questa volta rinuncia al trequartista, schierando Jankto in un inedito centrocampo a 5. La difesa a 3 vede l’esordio di Chabot mentre in attacco Rigoni va a far coppia con Quagliarella. Per Conte, invece, il 3-5-2 è un marchio di fabbrica ma il tecnico stavolta lascia in panchina il gigante Lukaku per schierare Sanchez accanto a Lautaro Martinez.

In difesa i padroni di casa cominciano subito a ballare: Bastoni fallisce una buona occasione al 12′. Poi ci pensano Depaoli e Colley a salvare la situazione in altre due circostanze. Sampdoria non pervenuta e l’Inter ne approfitta con il piglio della grande squadra piazzando un uno-due nell’arco di due minuti con la gentile assistenza, però, della difesa blucerchiata: prima con un tiro da fuori area di Sensi deviato in rete da un gluteo di Sanchez (20′) e poi con lo stesso cileno che si inserisce con il tempo giusto alle spalle delle belle statuine della difesa della Sampdoria, e sfrutta un tiro sbilenco dello stesso Sensi, battendo imparabilmente Audero (22′). Notte fonda per i padroni di casa.

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La reazione della Sampdoria si esaurisce in un tiro di Jankto che vola alto (30′). Ma c’è una sola squadra in campo, quella nerazzurra, che al 36′ firma il 3-0 con Candreva, ma la rete è annullata per fuorigioco. Ancora Martinez sfiora la rete (38‘). Va bene che l’Inter è più forte, ma così è un incubo. E tuttavia, allo scadere del tempo, Linetty potrebbe accorciare le distanze ma la mira è imprecisa (44′).

Sampdoria-Inter: secondo tempo

All’inizio della ripresa, però, il colpo di scena: l’Inter riparte a spron battuto e Audero deve superarsi su Martinez; il pallone perviene sui piedi di Sanchez che, in piena area, si tuffa a pesce sotto gli occhi dell’arbitro. Calvarese gli sventola sotto il naso il cartellino giallo con il piccolo dettaglio che si tratta del secondo. Scatta quindi il rosso (no VAR perchè si tratta di seconda ammonizione).

La Sampdoria deve provarci e lo fa, trovando poco dopo il gol che dimezza lo svantaggio: lo segna Jankto a conclusione di una azione insistita, con un diagonale lento ma molto preciso che batte Handanovic alla sua sinistra (10′).

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Ora Marassi ci crede e prova a spingere i blucerchiati. Di Francesco si gioca subito la carta Bonazzoli (al posto di Depaoli), cambiando anche modulo e passando al 4-4-2 (11′). Conte risponde togliendo Martinez per Lukaku (11′) e  Candreva per D’Ambrosio (12′) per provare, con l’uomo in meno, a compattare la squadra e chiudere gli spazi per poi ripartire affidandosi alle sponde del belga. E la tattica funziona perché, dopo pochi minuti, e proprio nel momento migliore della Sampdoria, Brozovic si inventa un passaggio filtrante, affettando come il burro la difesa di casa, per Gagliardini che quest’ultimo devia verso Audero in modo involontario ma sufficiente per costringere il portiere a respingere come può; il pallone torna sui piedi dello stesso Gagliardini che segna in modo imparabile (16′). Doccia fredda sul Ferraris. Adesso per la Sampdoria la missione è di nuovo impossibile.

Di Francesco si gioca il tutto per tutto, sostituendo Ekdal con il più fresco Vieira (24′) e Linetty con Caprari (28′). Conte fa rifiatare Sensi e lo sostituisce con Barella (20′).

La Sampdoria ci prova ma i suoi attacchi sono sempre meno lucidi: molto possesso e circolazione di palla ma anche tanti cross in area, molti dalla trequarti, che sono facilmente preda di una difesa organizzata e soprattutto forte fisicamente come quella dell’Inter. Occorrerebbe cercare di entrare con passaggi rapidi e filtranti ma ciò non accade. Fioccano i calci d’angolo ma i pericoli per Handanovic vengono solo nel recupero da un gran tiro di Vieira deviato in volo dal portiere, e da azione di calcio d’angolo col pallone che finisce sui piedi di Quagliarella che, da posizione molto decentrata, calcia sull’esterno della rete. Game over.

Sampdoria a Verona. Inter al Camp Nou

Adesso per la Sampdoria è il momento di riordinare le idee e reagire: il calendario propone la trasferta di Verona, finalmente un match più abbordabile per cercare di muovere la classifica. L’Inter ha, invece, già la testa al Camp Nou con la voglia di disputare una grande partita.

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Il tabellino

Sampdoria 1       Inter 3

Sampdoria (3-5-2): Audero; Bereszynski, Chabot, Colley; Depaoli (11′ s.t. Bonazzoli), Linetty (28′ s.t. Caprari), Ekdal (24′ s.t. Vieira), Jankto, Murru; Rigoni, Quagliarella.
A disposizione: Raspa, Falcone, Augello, Barreto, Ramírez, Thorsby, Regini, Ferrari, Léris.
Allenatore: Di Francesco.
Internazionale (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Candreva (12′ s.t. D’Ambrosio), Gagliardini, Brozovic, Sensi (20′ s.t. Barella), Asamoah; Sanchez, Martinez (11′ s.t. Lukaku).
A disposizione: Padelli, Godin, Vecino, Ranocchia, Politano, Lazaro, Valero, Dimarco, Biraghi.
Allenatore: Conte.
Arbitro: Calvarese di Teramo.
Assistenti: Bindoni di Venezia e Galetto di Rovigo.
Quarto ufficiale: Irrati di Pistoia.
VAR: Pasqua di Tivoli.
AVAR: Mondin di Treviso.

Reti: p.t. 20′ Sensi, 22′ Sanchez; s.t. 10′ Jankto, 16′ Gagliardini.

Note: espulso al 1′ s.t. Sanchez per doppia ammonizione; ammoniti al 10′ p.t. Bastoni, al 16′ p.t. Rigoni, al 33′ s.t. Linetty, al 43′ p.t. Sanchez, al 36′ s.t. Skriniar per gioco scorretto; recupero 3′ p.t. e 4′ s.t.; abbonati 17.031 (rateo 177.402 euro), paganti 6.663 (incasso 205.528 euro); terreno di gioco in buone condizioni.

 

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