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La solita Sampdoria da trasferta, molle e arrendevole, quella che si è vista spesso nel corso di questo campionato, lascia i tre punti a Bologna e riporta nello sconforto i propri tifosi. L’esultanza per il derby vinto è già un lontano ricordo dopo pochi giorni. In campo si è vista una squadra che, a dispetto dei buoni propositi della vigilia, non ha mostrato la grinta e la cattiveria necessarie quando si è, o si dovrebbe essere, consapevoli che le partite rimanenti sono tutte finali per poter raggiungere l’obiettivo che ci si è prefissato.

La verità è che questa squadra, lontano da Marassi, salvo alcune eccezioni, ha un’altra identità che certamente non può piacere ai tifosi, che vivono con il costante incubo di vedere terminare un altro campionato nel totale anonimato del centro classifica. Situazione che, a quanto pare, ha stancato lo stesso Ferrero che dopo la partita ha attaccato la squadra e litigato con il Responsabile dell’Area Tecnica Walter Sabatini, intervenuto a difenderla. Quest’ultimo ha quindi presentato delle clamorose dimissioni.

Primo tempo

Sampdoria che, rispetto al derby si schiera con la novità Tonelli in difesa, al posto di Colley; per il resto, nulla di invariato rispetto al derby.

La Sampdoria cerca il controllo del gioco e prova a impensierire il portiere avversario con una punizione di Quagliarella, fuori di poco (12′). Ma il Bologna c’è e con veloci ripartenze mostra di poter far male. Orsolini a destra e Sansone a sinistra danno grossi problemi a Murru e Sala. Il Doria reclama un rigore per un presunto fallo di mano e sull’immediato capovolgimento di fronte Orsolini impegna severamente Audero che respinge sui piedi dell’ex Soriano il quale, a porta spalancata, calcia sul fondo (25′).

La Sampdoria tiene palla e il Bologna riparte e tira in porta. I rossoblu vanno anche in gol con un gran tiro da fuori di Dzemaili che si insacca nel sette alla destra di Audero: gol bellissimo, ma è tutto inutile, perché sul cross precedente la palla era uscita dal campo, come segnalato dal VAR (29′).

Pericolo scampato ma non cambia nulla. Anzi, è ancora lo scatenato Orsolini che porta palla, rientra sul sinistro e scaglia un gran tiro a giro, mirando al palo lontano, su cui si allunga Audero per deviare in angolo (34′). Poi al 40′ l’esterno bolognese è fermato dal fuorigioco. Poco dopo, cross dalla sinistra e Soriano, lasciato solo in mezzo all’area, colpisce male di testa e spreca ancora (42′). Al 44′ unico sussulto doriano: cross di Sala dalla destra e Quagliarella calcia bene al volo di destro ma il pallone finisce alto.

Secondo tempo

Si riparte e ancora Quagliarella, servito da Linetty, impegna a terra Skorupski (2′). Dopodiché in campo c’è solo il Bologna che va in gol con il gentile aiuto della difesa doriana: gran punizione di Pulgar che Audero devia sulla traversa; il pallone torna in campo e sbatte sull’accorrente Tonelli, finendo in porta (10′). Giampaolo accelera i tempi e toglie Ramirez, altro ex dell’incontro, per Saponara (12′).

I blucerchiati cominciano a spingere ma non si avvicinano a Skorupski. Giunge quindi il momento di Caprari, al rientro dopo il lungo infortunio, che prende il posto di Linetty (21‘). Ma in porta non ci si arriva e anzi è il Bologna a raddoppiare: il cileno Pulgar, in grande spolvero, calcia una punizione, da posizione di calcio d’angolo corto, e beffa Audero sul palo opposto con una parabola millimetrica; un gran bel gol e per la Sampdoria è ormai notte fonda (23′).

I blucerchiati ci provano con Ekdal al 24′ ma il suo tiro è respinto dalla difesa. Poi Quagliarella non riesce ad andare al tiro (28‘). Troppo poco contro una squadra che si difende bene e ora gioca sul velluto. E arriva anche la “ciliegina” del terzo gol: su contropiede bolognese, Orsolini calcia al volo di sinistro in modo non irresistibile; Audero si tuffa e sembra poter deviare facilmente ma il pallone gli passa tra le mani (37′). 3 a 0 e tutti a casa. La sconfitta assume i contorni della disfatta.

Adesso bisogna resettare tutto e giocare alla morte contro la Lazio, oggi incredibilmente battuta in casa dal Chievo, in quello che può essere considerato l’ultimo treno disponibile per l’Europa.

Il tabellino

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Mbaye, Danilo (dal 43′ s.t. Helander), Lyanco, Krejci; Dzemaili (dal 30′ s.t. Poli), Pulgar; Orsolini, Soriano (dal 40′ s.t. Donsah), Sansone; Palacio. A disposizione: Da Costa, Santurro, Calabresi, Mattiello, Paz, Nagy, Svanberg, Valencia, Destro, Edera, Falcinelli. Allenatore: Mihajlovic.

SAMPDORIA (4-3-1-2): Audero; Sala, Tonelli, Andersen, Murru (dal 35′ s.t. Jankto); Praet, Ekdal, Linetty (dal 21′ s.t. Caprari); Ramirez (dal 12′ s.t. Saponara); Defrel, Quagliarella. A disposizione: Rafael, Belec, Vieira, Barreto, Jankto, Colley, Sau, Tavares, Bereszynski, Ferrari. Allenatore: Giampaolo.

ARBITRO: Mariani di Aprilia. Assistenti: Marrazzo di Frosinone e Tegoni di Milano. Quarto ufficiale: Abbattista di Molfetta. VAR: Irrati di Pistoia. AVAR: Tolfo di Pordenone.

RETI: s.t. 9′ aut. Tonelli, 23′ Pulgar, 37′ Orsolini.

NOTE: ammoniti al 41′ p.t. Murru, al 3′ s.t. Sala, al 7′ s.t. Soriano, all’8′ s.t. Andersen, all’11′ s.t. Orsolini, al 22′ s.t. Tonelli e al 27′ s.t. Mbaye; recupero 1′ p.t. e 3′ s.t.

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