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La Sampdoria piega il Verona nel deserto di Marassi. Ci pensa Quagliarella, con una doppietta, a regalare ai blucerchiati un successo fondamentale per tenere ancora a distanza, seppur minima, una zona retrocessione in cui le altre squadre, Genoa in testa, mostrano di essere estremamente vitali.

Sampdoria-Verona: primo tempo

Esordio del giapponese Yoshida nella serie A italiana. Per il resto Ranieri schiera in difesa Bereszynski e Augello sulle fasce; a centrocampo Vieira ed Ekdal sono supportati da Depaoli e Jankto; in avanti Quagliarella fa coppia con Gabbiadini. Il Verona si schiera con un 3-4-1-2 che prevede Zaccagni e Verre alle spalle di Di Carmine (l’ex Pazzini va in panchina).

Sono i veneti a fare la partita, con la Sampdoria che prova a ripartire in contropiede. I gialloblu premono e sfiorano il vantaggio con Di Carmine che gira in porta sotto misura ma centralmente e Audero blocca (12′). Poco dopo i padroni di casa rispondono con una conclusione di Gabbiadini che impegna severamente a terra Silvestri (13′). La partita scivola via senza particolari emozioni, anche se la sensazione è che il Verona sia più in palla e abbia più qualità e che la Sampdoria faccia fatica a reggere la spinta degli ospiti. Si arriva così intorno alla mezz’ora, quando Audero è nuovamente impegnato in modo severo da Amrabat, sulla cui conclusione dal limite compie un intervento prodigioso a terra, perché recupera la posizione con un colpo di reni (30′). Ma il gol ospite è nell’aria e infatti arriva dopo due minuti con una deviazione di Zaccagni vicino al palo, a seguito di un traversone dalla parte opposta di Lazovic: Augello è sorpreso dall’attaccante gialloblu, mentre Audero non esce nell’area piccola e trascina in porta il pallone (32′).

Reazione nervosa della Sampdoria che a fatica cerca di portarsi dalle parti di Silvestri: non arrivano molti palloni e allora Quagliarella torna spesso indietro e imposta. Allo scadere del tempo il capitano veste i panni del rifinitore e serve un pallone invitante in profondità in area a Vieira, il cui tiro a botta sicura è deviato dalla difesa ospite (42′). Si va così al riposo.

Sampdoria-Verona: secondo tempo

Nella ripresa il primo quarto d’ora scorre senza emozioni. Ma la Sampdoria deve provarci, perchè la terza sconfitta di fila in casa sarebbe una mazzata psicologica micidiale. E allora Ranieri getta nella mischia Linetty per Vieira e Bonazzoli per Gabbiadini. Si cambia modulo, centrocampo a 5 con Augello a spingere dalla metà campo in su. La mossa funziona perché la partita cambia volto, con i blucerchiati che spingono e aumenta anche il numero di palloni che arrivano nell’area avversaria e, con esso, le occasioni. Prima è Jankto che incrocia molto bene impegnando a terra Silvestri (16′). Poi, in rapida sequenza, ci provano Depaoli e Tonelli (18′).

A furia di spingere arriva il pareggio ed è una perla del capitano: traversone basso di Depaoli verso il centro, sulla palla si avventa Quagliarella che di piatto anticipa l’intervento del difensore avversario e la piazza alla destra di Silvestri con estrema precisione,  quasi come un colpo da biliardo (32′). Ora bisogna provarci anche perché il Verona, brillante per un tempo e mezzo, sembra aver accusato il colpo.

E a furia di spingere arriva l’episodio decisivo: su un traversone dalla sinistra saltano in mezzo all’area Ekdal e Dawidowicz; quest’ultimo allarga il gomito e colpisce lo svedese allo zigomo. L’azione termina ma Valeri va a vedere l’episodio al VAR e non ha dubbi sulla concessione del rigore. Dal dischetto il capitano non sbaglia (41′).

Ranieri pensa di farlo rifiatare e concede qualche minuto anche a Thorsby (45′). Oggi il VAR è amico perché costringe l’arbitro a rivedere la decisione in merito a una espulsione comminata a Linetty per un’entrata in scivolata, e a trasformarla in ammonizione. Il Verona ci prova ancora, anche grazie a 5 minuti di recupero, e crea un’occasione con Zaccagni che però calcia altissimo. Un sospiro di sollievo in casa blucerchiata, ma la strada per la salvezza è ancora lunga, in un campionato appeso alla spada di Damocle del Coronavirus.

Il tabellino

Sampdoria       2  Hellas Verona 1

Sampdoria (4-4-2): Audero; Bereszynski, Yoshida, Tonelli, Augello; Depaoli, Ekdal, Vieira (16′ s.t. Linetty), Jankto; Gabbiadini (16′ s.t. Bonazzoli), Quagliarella (45′ s.t. Thorsby).
A disposizione: Seculin, Falcone, Chabot, Barreto, Colley, La Gumina, Maroni, Léris.
Allenatore: Ranieri.
Hellas Verona (3-4-2-1): Silvestri; Rrahmani, Günter, Dawidowicz; Adjapong, Amrabat (41′ s.t. Salcedo), Pessina, Lazovic; Zaccagni, Verre (27′ s.t. Badu); Di Carmine (35′ s.t. Pazzini).
A disposizione: Berardi, Radunovic, Eysseric, Stepinski, Bocchetti, Felippe, Dimarco, Kumbulla, Empereur.
Allenatore: Juric.
Arbitro: Valeri di Roma 2.
Assistenti: Costanzo di Orvieto e Villa di Rimini.
Quarto ufficiale: Massimi di Termoli.
VAR: Banti di Livorno.
AVAR: Ranghetti di Chiari.

Reti: p.t. 32′ Audero aut.; s.t. 32′ Quagliarella, 41′ Quagliarella rig.

Note: ammoniti al 39′ p.t. Vieira, al 2′ s.t. Di Carmine, al 25′ s.t. Tonelli, al 32′ s.t. Badu, al 34′ s.t. Jankto, al 40′ s.t. Dawidowicz, al 51′ s.t. Linetty per gioco scorretto; recupero 0′ p.t. e 5′ s.t.; gara disputata a porte chiuse; terreno di gioco in buone condizioni.

(dati tratti da www.sampdoria.it)

 

 

 

 

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