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Così non va. Non può andare: una Sampdoria che entra bene in campo e gioca una buona mezz’ora, ma poi va in in crisi alla prima difficoltà e si sgretola davanti a un Sassuolo che è sicuramente una buona squadra ma i cui meriti sono stati ingigantiti dalle amnesie della squadra di Di Francesco. E adesso è allarme rosso, anche se siamo solo alla seconda di campionato.

Primo  tempo

Di Francesco cambia il tridente di centrocampo, inserendo il ceco Jankto al posto di Linetty, e quello d’attacco, con  Ramírez e Léris ad affiancare il punto fermo Quagliarella. La partenza è buona, i blucerchiati spingono e aggrediscono, tanto che, dopo pochi minuti, è Jankto a concludere debolmente dopo una bella azione di prima, partita dalle retrovie, che andava finalizzata meglio. Poi è Quagliarella che si gira bene in area e conclude di poco alto sopra la traversa (8′). Ancora il ceco impegna Consigli al 10′. Il monologo blucerchiato continua con conclusioni di Ekdal (13′) e Vieira (21′). In questo momento la Sampdoria domina sul piano del gioco anche se l’impressione è quella di una squadra molto leggera in attacco, che avrebbe bisogno almeno di una spalla di spessore per Quagliarella, qualcuno che veda la porta come il capitano; Defrel, in predicato di tornare in settimana, si è invece accasato proprio al Sassuolo anche se oggi è in panchina. In ogni caso, nulla lascia presagire ciò che accadrà dopo la prima buona mezz’ora.

Sassuolo in vantaggio e la partita cambia volto

E infatti, inaspettatamente, il Sassuolo passa in vantaggio: Ciccio Caputo interrompe un’azione d’attacco della Sampdoria, si gira e fugge in contropiede, con Murillo in ritardo nel tackle, mette in mezzo in area per l’accorrente Berardi che deposita in rete (29′). Difesa completamente sguarnita, presa d’infilata con facilità dall’avversario, film già visto contro la Lazio.

Il Sassuolo si galvanizza e sfiora subito il raddoppio con Locatelli, la cui gran botta da fuori sfiora il palo e coglie la sbarra di sostegno della rete (31′). Ma il gol è stato una doccia fredda per i  blucerchiati che perdono ritmo, distanze e concentrazione e subiscono il raddoppio dopo pochi minuti: è ancora Berardi che colpisce, sfruttando al meglio di testa un traversone di Duncan (uno dei diversi ex della partita) con la difesa della Sampdoria che gioca alle belle statuine (36′). Neanche il tempo di provare a riordinare le idee che arriva il tris: ancora Berardi, che quando vede blucerchiato si esalta, si aggiusta il pallone al limite dell’area e piazza un gran diagonale che beffa Audero alla sua destra; il portiere vede partire tardi il pallone e non ci arriva (43′). Tre gol in meno di un quarto d’ora. Non basta, perché Vieira viene espulso nel recupero per gioco scorretto, in quanto non riesce a trattenere il suo impeto nell’impatto con l’avversario: per la Sampdoria  è notte fonda.

Secondo tempo

Alla ripresa delle ostilità non cambia nulla: palla in profondità per Traorè, la tattica del fuorigioco non funziona e l’ivoriano non sbaglia (2′). Al peggio non c’è fine. Poco dopo altra occasione per lo stesso attaccante, ma stavolta Audero si oppone con il corpo. Bisogna reagire almeno per evitare l’imbarcata: Di Francesco, che ad inizio ripresa ha inserito Barreto al posto dell’evanescente Léris, dà spazio a Ferrari al posto di Jankto e prova la difesa a tre (9′). Poi è la volta di Caprari al posto di Ramírez, un altro pesce fuor d’acqua (16′). Le mosse sortiscono il loro effetto perché poco dopo la Sampdoria accorcia: incursione in area di Ekdal, uno dei pochi a salvarsi, e netto fallo di Duncan. Rigore indiscutibile, che consente a Quagliarella di sbloccarsi nella stagione in corso. Troppo poco per poter sorridere. La partita non ha più nulla da dire. C’è molto da lavorare e la sosta per la Nazionale arriva al momento opportuno.

Il tabellino

Sassuolo     4  Sampdoria 1

Sassuolo (4-3-1-2): Consigli; Müldür, Marlon, G. Ferrari, Peluso; Duncan (34′ s.t. Mazzitelli), Obiang, Locatelli (39′ s.t. Djuricic); Traorè; Berardi (30′ s.t. Boga), Caputo.
A disposizione: Pegolo, Goldaniga, Defrel, Raspadori, Toljan, Matri, Tripaldelli, Ghion, Brignola.
Allenatore: De Zerbi.

Sampdoria (4-3-3): Audero; Bereszynski, Murillo, Colley, Murru; Vieira, Ekdal, Jankto (9′ s.t. Ferrari); Ramírez (16′ s.t. Caprari), Quagliarella, Léris (1′ s.t. Barreto).
A disposizione: Falcone, Avogadri, Augello, Chabot, Linetty, Bonazzoli, Depaoli, Thorsby, Gabbiadini.
Allenatore: Di Francesco.
Arbitro: Pairetto di Nichelino.
Assistenti: Caliari di Legnago e Mastrodonato di Molfetta.
Quarto ufficiale: Maggioni di Lecco.
VAR: Chiffi di Padova.
AVAR: Cecconi di Empoli.
Note: espulso al 46′ p.t. Vieira per gioco scorretto; ammoniti all’11’ p.t. Colley, al 16′ p.t. Duncan, al 19′ s.t. Quagliarella, al 42′ s.t. Caprari per gioco scorretto; recupero 1′ p.t. e 0′ s.t.; terreno di gioco in buone condizioni.

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