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Il Napoli continua a non vincere regalando il primo tempo all’Udinese che, sfruttando un contropiede nato da calcio d’angolo segna con Lasagna. Mertens, a parte prendersi un’ammonizione, non combina niente. Nel secondo tempo gli azzurri, grazie a Llorente (subentrato ad Insigne) che fa salire la squadra e attira su di sé la difesa, consentendo a Zielisnki di pareggiare. E Mertens, all’89’, spreca un palla d’oro con un tiraccio a giro. Un pareggio perfettamente inutile che non fa neanche risalire il morale. E la situazione di Ancelotti rimane incerta.

Ancelotti schiera Callejon e Mertens, obbligandoli a prendersi le loro responsabilità e non sostituendoli fino alla fine nonostante la prestazione. Se lo spagnolo si salva, soprattutto nel secondo tempo, il belga è un fantasma in campo. Il Napoli prova a creare qualche pericolo ma la difesa di Gotti chiude tutti gli spazi ed anzi è anche pericolosa con la sua arma preferita, il contropiede. Se al 28′ Koulibaly chiude su Lasagna, al 32′ Lasagna segna. E con un contropiede partito da calcio d’angolo per il Napoli.

Nella ripresa Ancelotti lascia negli spogliatoi Lorenzo Insigne, dopo 45 minuti insignificanti, e per l’appunto inserisce Fernando Llorente. La bocciatura del capitano è palese, non c’è nessun alibi per giustificarne il lassismo. Il Napoli è più intraprendente, l’azione diventa più incisiva. L’Udinese ripiega tutta nella propria metà campo e si limita a gestire il risultato. Alla fine, al 60′, fa uscire anche Lozano per inserire Younes. Cambia poco o nulla nell’atteggiamento, perché comunque la squadra fa fatica a concludere. Non a caso Musso non para niente. Ma al 69′ Mandragora in uscita perde il pallone. Zielinski è il più lesto a recuperarlo e a calciare di sinistro.

Fino a fine partita il Napoli domina ma la partita, più di nervi che di gioco, rimane sull’uno a uno. Al 90′ Il belga combina la frittata. Fiabian Ruiz, chissà come, viene dimenticato dalla difesa dell’Udinese ma il belga tira malamente in porta, esattamente come a Milano quando non servì Elmas.

Finisce così questa partita di sofferenza. Ormai Mertens e gli altri non hanno più alibi, la colpa è loro, tutta quanta. E l’espulsione di Maksimovic dalla panchina è l’emblema della situazioen tesa in casa Napoli. E l’immagine di Mertens sorridente sembra veramente un lontano ricordo.

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