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Infarto con rabbia, poi esultanza con altro infarto poi altri infarti. Questa è la cronaca perfetta di Napoli Udinese, alternata con gli eventi di Crotone Juventus. Il gol di Alex Sandro e di Jankto dicevano “Meno nove”, un abisso praticamente incolmabile tanto che, anche una vittoria allo Juventus Stadium, avrebbe di fatto chiuso il Campionato. Ma la squadra di Zenga inchioda la Juventus sull’uno a uno (grazie a Simy in versione CR7) e gli uomini di Sarri soffrono bene e, spinti dal pubblico, alla fine chiudono l’ennesima rimonta vincente di questo campionato.

Napoli con Tonelli per lo squalificato Koulibaly; Diawara, Zielinski e Milik rispettivamente per Jorginho, Allan e Mertens mentre Oddo schiera gli uomini previsti, non avendo altri cambi a disposizione causa infortuni vari.

Il Napoli domina per i primi venticinque minuti: al decimo Bizzarri toglie dalla porta un tiro deviato di Hamsik, il portiere friulano si ripete subito dopo su Insigne. Al 25′ altra occasione per gli azzurri: tacco volante di Milik per il connazionale Zielinski, che lancia subito Insigne. Il passaggio è leggermente lungo e termina sul fondo.

A questo punto i partenopei mollano e, lentamente, lasciano tornare l’Udinese che non crea molto ma pressa sempre di più e non lascia uscire il Napoli. Al 39′ il primo infarto: Hysai lascia tanto spazio per Zampano sulla destra che mette dentro nell’area piccola, Albiol buca clamorosamente l’intervento e una leggera deviazione di Mario Rui libera Jankto che deve solo insaccare a porta vuota.

Calvarese aspetta un paio di minuti in attesa che il VAR controlli un sospetto fuorigioco di Jankto ma il gol viene convalidato. Ma la reazione del Napoli è quasi immediato: al secondo dei 4 minuti di recupero concessi Zielinski serve Insigne che aggira Nuytinck con il primo controllo e poi in area batte Bizzarri con un destro angolato.

Ma Jankto ha ancora l’occasione del vantaggio, stavolta sulla testa: cross di Samir dalla sinistra, stacco di testa del ceco ma Reina, con un colpo di riflessi prodigioso,alza in calcio d’angolo.

Secondo tempo. Per dieci minuti non accade nulla poi il cuore del San Paolo di ferma: rimpallo nella tre quarti del Napoli che favorisce Zampano, cross e Inglesson brucia tutti firmando il due a uno.

Sarri corre ai ripari inserendo Mertens per Hamsik ma la situazione, nonostante la grinta del belga, non cambia. Tuttavia, dopo dieci minuti circa, arriva la notizia del pareggio del Crotone e il secondo infarto. Calcio d’angolo di Callejon, Albiol svetta su tutti e, nonostante il tocco di Bizzarri, riporta il risultato in parità.

A questo punto il Napoli ci crede e suona la carica, facendo letteralmente sparire la squadra di Oddo. Il campione del mondo 2006 prova a coprirsi inserendo Ali Adnan per Pezzella ma non basta. Mertens  trova un gran tocco Callejon in area, lo spagnolo tira subito, Bizzarri para ma non trattiene, Milik si avventa sulla sfera e firma il suo quarto gol stagionale.

A questo punto Sarri sostituisce l’autore del gol con Allan sia per coprirsi un po’ sia perché il polacco non ha ancora 90′ minuti nelle gambe. Al 75′ il Napoli la chiude, altro angolo di Callejon, Tonelli arriva come un treno dalle retrovie e firma il 4 a 2.

Oddo cerca di rimettere a posto la partita con Widmer e De Paul per Jankto e Danilo ma il Napoli è rabbioso e Nuytinck deve murare Callejon per impedire il quinto gol azzurro. All’85, tre minuti dopo l’ingresso di Rog per lo spagnolo, l’unica vera occasione per l’Udinese nel secondo tempo: De Paul crossa dalla destra, Albiol e Tonelli si dimenticano completamente di Perica che stacca benissimo e solo la traversa impedisce all’Udinese di riaprire la partita.

Nel finale c’è da segnalare solo un alterco fra Ali Adnan e Mario Rui: Calvarese ammonisce entrambi e il portoghese deve essere portato via di forza dai suoi compagni per prevenire disastri prima dello scontro diretto di Domenica

Scontro diretto a meno quattro che sarà veramente decisivo: la Juventus avrà l’occasione per staccarsi definitivamente dal Napoli mentre gli azzurri potranno mettere ancora più pressione ai bianconeri che, per la prima vola in sette anni, non sono così sicuri di cucirsi il titolo addosso.

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