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Top 5 goals di questa settimana, decisa da molte giocate dei singoli. Ecco a voi le 5 migliori reti della 6a giornata di Serie A.

(immagine in evidenza fonte Instagram)

N.5 Faouzi Ghoulam (SPAL – Napoli 2-3)

Se il Napoli vince la difficilissima trasferta di Ferrara lo deve in primis al suo terzino sinistro. L’algerino infatti espugna da solo la città estense partecipando attivamente a due dei tre gol dei partenopei: segnandone uno e mettendo un assist al bacio per Callejon nell’altro. Inaspettato il suo gol, arriva nel momento più difficile per i suoi. Il Napoli era appena stato rimontato dalla rete di Viviani, la SPAL credeva al pareggio (e forse anche a qualcosa in più vista l’occasione di Antenucci poco prima) ma dal nord Africa arriva l’alieno che prende palla sulla fascia sinistra, salta Schiattarella, elude Lazzari rientrando sul destro e insacca in buca d’angolo con il piede debole. Algerian Sniper.

N.4 Roberto Inglese (Cagliari – Chievo 0-2)

Manuale del calcio pag.5 : colpo di testa. Coefficiente di difficoltà: avanzato. Attore protagonista: Roberto Inglese. La nuova Sardegna Arena ha il piacere di apprezzare una prodezza da bomber. Il prossimo attaccante del Napoli attende il pallone in area, posizionato lontanissimo dalla porta di Cragno. La sfera gira da Birsa a Cacciatore. Il terzino mette palla in mezzo per il 9 che con la testa anticipa tutti e riesce a spizzarla verso quello spiraglio tra le mani di Cragno e il secondo palo, da posizione tutt’altro che semplice. Precisione millimetrica. Interpretazione da Oscar. Applausi a scena aperta.

N.3 Miralem Pjanic (Juventus – Torino 4-0)

Man of the match. Assolutamente indemoniato. Racconta calcio con i suoi piedi, gestisce al meglio tutti i palloni bianconeri e regala gol e assist ai tifosi dell’Allianz Stadium. L’azione favolosa dei bianconeri parte “stranamente” da sinistra con un traversone di Alex Sandro a cercare Mandzukic. Velo del croato a favorire l’inserimento di Cuadrado che stranamente non tira ma controlla. Il colombiano ci pensa su e preferisce cedere l’onore al numero 5 che, di gran carriera, in corsa col piattone a giro, batte Sirigu sul palo alla sua destra. L’architetto bianconero ha sfornato l’ennesimo progetto vincente.

N.2 Federico Chiesa (Fiorentina – Atalanta 1-1)

Chiamatelo ancora figlio di Enrico, se volete. Se contro il Bologna aveva fatto assaggiare la sua qualità, a Firenze la conferma con l’ennesima prodezza, degna di papà. Fede(n)rico Chiesa si sta facendo un nome proprio e, se continuerà così, diventerà più forte di suo padre. Il popolo viola di ciò può solo che esserne felice. I presenti al Franchi assistono a una giocata da campione quando, al 12′, Thereau prolunga un lancio di Astori. Chiesa controlla con il collo destro, saltando con un tocco delizioso l’accorrente Palomino, lascia rimbalzare due volte il pallone per poi colpirlo sempre con il destro, spedendolo direttamente poco sotto l’incrocio. Come si dice in questi casi: ce l’ha nel DNA.

N.1 Rolando Mandragora (Crotone – Benevento 2-0)

Meraviglia. Non si può definire in altro modo il gol di questo giovane ragazzo che l’anno scorso è stato vittima della sfortuna e che quest’anno ha voglia di redimersi in una piazza dove può sicuramente dimostrare ciò che è. Il ragazzo in questione è Rolando Mandragora, centrocampista classe 1997 di proprietà della Juventus. La piazza è l’Ezio Scida di Crotone e la sua sfortuna è stata la frattura al piede destro che l’ha tenuto fuori per una buona fetta di stagione l’anno scorso con i bianconeri. Domenica pomeriggio il numero 38 però ha segnato, proprio con quel piede, un gol fantastico. Simy fa da sponda per Stoian che inventa dalla sua classica posizione di ala sinistra; serve Mandragora che riceve una palla sporca, la controlla come può con la coscia e di controbalzo, da fuori area, fulmina Belec incolpevole. La miglior ricompensa per chi lavora sempre a testa bassa.

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