Ci sono storie d’amore calcistiche che nascono in un soffio e si trasformano in leggenda. Quella tra Simone Colombi e la Juve Stabia appartiene di diritto a questa categoria: un’avventura iniziata in sordina nel mercato di riparazione di gennaio e culminata in una delle pagine più esaltanti e irripetibili del calcio stabiese.
Cresciuto nel settore giovanile dell’Atalanta ma con il cuore nerazzurro da grande tifoso dell’Inter, il giovane portiere arrivò a Castellammare di Stabia con la fame di chi vuole emergere. Dopo le prime uscite d’assestamento, Colombi cominciò a mostrare tutto il suo repertorio, indossando i panni del suo grande idolo Julio Cesar: colpi di reni prodigiosi, uscite coraggiose e un senso della posizione fuori dal comune che conquistarono rapidamente i favori del pubblico del “Menti”.
Il muro dei play-off: le prodezze con Benevento e Atletico Roma
La vera metamorfosi in un vero e proprio “angelo custode” avvenne nella fase cruciale della stagione, quando le Vespe staccarono il pass per i play-off promozione:
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Il derby di Benevento: Una prestazione di pura sostanza e spettacolarità, in cui Colombi respinse ogni assalto avversario infondendo sicurezza a tutto il reparto difensivo.
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L’andata contro l’Atletico Roma: Sul prato di casa, il numero uno si superò a più riprese, chiudendo la saracinesca e salvando il risultato in momenti di massima pressione.
Il miracolo del Flaminio su Baronio: il volo verso la Serie B
Il capolavoro assoluto andò in scena nel caldo pomeriggio dello Stadio Flaminio di Roma, teatro della finale di ritorno. In un match ad alta tensione dove ogni pallone pesava come macigni, arrivò la giocata che cambiò la storia: dagli sviluppi di un calcio di punizione insidiosissimo calciato da Roberto Baronio, Colombi si rese protagonista di una paratissima monumentale che tolse la palla dal bersaglio grosso.
Quel volo plastico e provvidenziale congelò il risultato e garantì alla Juve Stabia lo storico e indimenticabile volo in Serie B. Simone Colombi non fu solo un protagonista di passaggio, ma l’architetto silenzioso tra i pali di un’annata fantastica che rimarrà per sempre scolpita nel cuore di ogni tifoso gialloblù.

