Il sogno mondiale della Turchia si è infranto bruscamente. Dopo ventiquattro anni di attesa, la nazionale guidata da Vincenzo Montella è stata eliminata dalla Coppa del Mondo 2026 dopo appena due partite, chiudendo anzitempo un percorso che il popolo turco attendeva con speranze altissime.
La sconfitta per 0-1 contro il Paraguay, arrivata dopo il ko all’esordio contro l’Australia (0-2), ha condannato matematicamente i turchi all’ultimo posto del Gruppo D. Nonostante una rosa ricca di talento — con leader come Hakan Çalhanoğlu, Kenan Yıldız e Arda Güler — la squadra non è riuscita a concretizzare la mole di gioco prodotta.
Un flop inaspettato
L’eliminazione, arrivata con largo anticipo rispetto alle previsioni, ha scatenato la delusione della stampa turca. La squadra, che era considerata una delle possibili “sorprese” del torneo, ha pagato a caro prezzo l’inefficacia offensiva e la nuova gestione dei criteri di qualificazione in caso di arrivo a pari punti, che ha penalizzato i risultati negli scontri diretti.
Per Montella, che fino a pochi giorni fa era considerato l’artefice della rinascita calcistica del Paese, la posizione sulla panchina è ora oggetto di riflessione. Sebbene la dirigenza abbia rimandato ogni decisione ufficiale a dopo l’ultima ininfluente sfida del girone contro gli Stati Uniti, la tempesta mediatica attorno all’ex “Aeroplanino” è ormai scatenata. La Turchia tornerà a casa, lasciando dietro di sé il rammarico di un’avventura mondiale finita prima ancora di entrare nel vivo.


