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I dati Auditel (6.849.000 di spettatori, pari al 29.8% di share) della seconda puntata di “Le indagini di Lolita Lobosco” confermano che la fiction ha conquistato i telespettatori. Nel cast, insieme a Luisa Ranieri, una delle co-protagoniste della serie tv ispirata ai romanzi di Gabriella Genisi, è Bianca Nappi che nella fiction interpreta Marietta, amica intima di Lolita e magistrato.

Abbiamo raggiunto telefonicamente Bianca Nappi, impegnata ora in un interessante progetto teatrale in streaming. Tra una prova e l’altra abbiamo avuto occasione di perderci in una piacevole chiacchierata.

Bianca Nappi: “Lavorare nei luoghi in cui sono cresciuta è stato molto piacevole”

Lolita Lobosco ha letteralmente conquistato il pubblico a casa. Ad affiancarla e a dare briosi consigli al vicequestore ci pensa Marietta, il tuo personaggio. Come è stato lavorare per questo progetto?

Mi sono divertita molto. Io sono nata a Trani e ho vissuto per tanti anni lì, anche se i miei genitori sono di origine napoletana. Sono un mix di meridione (ride). Lavorare nei luoghi in cui sono cresciuta è stato molto piacevole. Negli ultimi anni ho girato scene in diverse città italiane, ma mai in Puglia. Inoltre Luca Miniero è un uomo molto intelligente ed ironico e ha reso tutto molto piacevole.

Certo, abbiamo avuto dei momenti difficili per via dell’emergenza sanitaria. Abbiamo iniziato a girare a Luglio quando la situazione sembrava grosso modo favorevole, ma poi in autunno la Puglia è entrata in fascia arancione e si è perso il piacere di viverla anche come turista. Del resto occorre essere rigorosi, non dobbiamo mollare. Il Covid ci sta mettendo a dura prova e dobbiamo essere scrupolosi. Non bisogna assolutamente abbassare la guardia. 

In “Lolita Lobosco” interpreti Marietta, donna in carriera, forte e determinata; in “Vivi e lascia” vivere hai interpretato Rosa che è esattamente il contrario di Marietta, in quanto sottomessa al suo compagno, sottomessa alla vita e in qualche modo rassegnata. A quale dei due personaggi, così diversi, ti senti più legata?

Ho amato entrambi perchè entrambi mi hanno permesso di esprimere una parte dell’universo femminile. Come donna non somiglio nè all’una, nè all’altra. Rosa è disfattista, Marietta è superficiale, è una “cavalla pazza” come la definisce la stessa Lolita. Io sono una persona che pur avendo talvolta delle insicurezze, ci prova sempre. Rosa, se non fosse stato per Laura (Elena Sofia Ricci), sarebbe rimasta nel suo silenzioso mondo fatto di privazioni, di compromessi, di rassegnazione. Di contro, Marietta è stato un personaggio molto più liberatorio che mi ha consentito di mostrare al pubblico un’altra tipologia di donna.

Con Rosa, credo sia passato un messaggio molto importante, quello che non bisogna mai avere il timore o la vergogna di chiedere aiuto. Le donne che vivono situazioni di disagio non devono restare in silenzio. E’ sbagliato pensare di potercela fare da sole. Un aiuto, anche solo quello di un’amica, come nel caso di Rosa, può salvare la vita.

 

Trani città natale e genitori napoletani. Dove ti sei sentita più a casa? Sul set di “Lolita” o in quello di “Vivi e lascia vivere”?

Beh! A Trani ci sono cresciuta, ho frequentato le scuole. La Puglia sicuramente la conosco meglio. Però, avendo genitori napoletani, sono cresciuta con la cultura napoletana a partire da quella gastronomica.

Napoli è una città fantastica. Ha un patrimonio artistico straordinario. In tutto quello che proviene da Napoli c’è grande creatività. Napoli ha qualcosa di diverso, di speciale, che probabilmente è la conseguenza diretta della sua stessa storia.

Ferzan Ozpetek ti ha vista per la prima volta in un spot pubblicitario e ti ha voluta nel cast di ben tre dei suoi film (Un giorno perfetto, Mine vaganti e Magnifica presenza), come è stato lavorare con Ozpetek?

E’ una domanda che mi fanno in tanti. A Ozpetek devo tutto. E’ stato un incontro fondamentale per me che ero alle prime armi. Ancora non avevo avuto un’occasione di lavoro importante e lui mi ha offerto una grossa chance. Non posso che essergli grata. Inoltre è un uomo curioso e di grande sensibilità.

Una curiosità. E’ vero che sei appassionata di Astrologia?

(Ride). Da ragazzina molto di più. Avevo scoperto che era un modo per rompere il ghiaccio con le persone. Sai, la classica domanda “Di segno sei?”. Un modo per aprire una conversazione. Una domanda semplice che però spalancava un mondo. Così, oltre ad utilizzarla come domanda per rompere il ghiaccio, ho provato poi ad approfondire, a cercare i fondamenti dell’Astrologia che in alcune discipline orientali raccontano anche usi e costumi di alcuni popoli.

Hai già altri impegni? Dove ti rivedremo?

In questo momento sto andando al Teatro Argot di Roma a fare le prove per una rassegna teatrale che verrà trasmessa in streaming il 22 Marzo. La rassegna si chiama “In altre parole”. Si tratta di un testo slovacco, un’assoluta novità in Italia.

Fare teatro in streaming è un format che consente di andare avanti in questo momento di grande difficoltà che, purtroppo, non accenna a svanire. Occorre reinventarsi, almeno per il momento, in attesa di tempi migliori.

Qual è il sogno di Bianca Nappi?

Nel mio lavoro mi definisco “onnivora” nel senso che ho fame di tutto. Mi piacerebbe avere un ruolo in un thriller. E’ un genere che mi appassiona molto e finora non ho ancora avuto un’occasione in tal senso. Chiaramente, oltre a questo, come attrice desidero crescere sempre di più. Il nostro lavoro è un continuo “ricominciare da capo”. Non si è mai arrivati. Ogni progetto è un nuovo inizio, una sorta di svezzamento. Crescere quindi significa rinascere, riproporsi ogni volta.

 

 

 

 

 

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