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Dopo il matrimonio – Isabel (Michelle Williams) gestisce un orfanotrofio a Calcutta dove ha cresciuto Jai, un bambino di otto anni trovato per strada. Tra i due c’è un legame speciale, ma ad un certo punto lei è costretta a tornare dopo tanti anni a New York per riuscire a strappare un importante finanziamento per l’orfanotrofio. A concederglielo è Theresa (Julianne Moore), il cui presente si scoprirà fittamente intrecciato con il passato di Isabel. Quest’ultima riceve l’invito al matrimonio di Grace (Abby Quinn), figlia di Theresa: dalla cerimonia in poi la sua vita cambierà per sempre, attraverso il disvelamento di importanti segreti e l’improvviso saltar fuori di vecchi scheletri dall’armadio.

Dopo il matrimonio

Dopo il matrimonio, recensione

Il regista statunitense Bart Freundlich riscrive al femminile la sceneggiatura del film omonimo di Susanne Bier, datato 2006. Ma più che altro questo intenso remake può contare sull’ennesima monumentale prova di sua moglie  Julianne Moore e su una Michelle Williams che gli tiene testa degnamente. Un dramma denso sulla vita e la morte, sulla maternità rigettata e poi ritrovata, sulla famiglia di sangue e su quella acquisita, sulle imprevedibili pieghe che può prendere l’esistenza. Freundlich porta avanti le quasi due ore di film con una regia lineare e minimalista, lasciando più spazio possibile agli interpreti e ad una trama ingombrante che da sola garantisce una certa quantità di tensione sempre attiva. Tensione creata anche da due protagoniste completamente agli antipodi tra loro: Isabel, tutta spiritualità e meditazione, che vive in India senza gli agi e le comodità di Theresa, ricca donna in carriera con ritmi di vita molto più rapidi ed esagitati. La vita le farà incontrare e darà loro la possibilità di migliorarsi a vicenda, perché alla fine dei conti anche esseri umani diversissimi condividono la medesima esperienza dell’essere al mondo tra gioie e dolori.

Consigliato agli amanti del genere drammatico-sentimentale

La Moore sembra destinata a restare un passo indietro alla Williams fino a metà film, per poi riconquistare prepotentemente la scena fino al culmine del melodramma che risulterà da parte sua autentico e sentito. Senza infamia e senza lode la prova di Billy Crudup, nei panni del marito di Theresa, che resta offuscato dalle due protagoniste femminili. Consigliato agli amanti del genere drammatico-sentimentale, impegnato ma non troppo, questo remake non si discosta più di tanto dall’originale trovando la sua ragione d’essere quasi unicamente nella coppia Moore-Williams.

“Dopo il matrimonio”, la cui uscita nelle sale prevista per il 27 febbraio 2020 fu annullata per l’emergenza coronavirus, è disponibile on demand sulla piattaforma MioCinema.

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