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Gli infedeli – Sei rapidi episodi uniti dal fil rouge del tradimento e di una sessualità inarrestabile per i protagonisti. Si parte con la moglie gelosa che interroga il marito  e ne setaccia lo smartphone alla ricerca delle prove di un tradimento. Poi ci sono una coppia che decide di confessarsi tutte le malefatte e le relative reazioni. Non manca il marito lontano da casa per una convention di lavoro che cerca di portarsi a letto chiunque ma con pessimi risultati. Un altro finge di uscire per andare a seguire la sua squadra di basket ma finisce regolarmente in un club a luci rosse. Una moglie scopre un tradimento che poi suo marito riesce a giustificare attraverso un attacco di allucinazioni di lei. Infine, ritroviamo i tre attori protagonisti Valerio Mastandrea, Riccardo Scamarcio e Massimiliano Gallo impersonare tre mariti fedifraghi che discutono in un ristorante dell’arte amatoria totale.

Gli infedeli

In mezzo a tutti gli infedeli c’è una sola donna e quindi sotto la lente di ingrandimento del film diretto da Stefano Mordini finisce inevitabilmente il tradimento al maschile. Ne vengono fuori sostanzialmente uomini dall’animo poco nobile, incapaci di porre un freno alla propria libido e che spesso rappresentano casi patologici.

Gli infedeli, recensione

“Gli infedeli” è un rifacimento dell’omonima commedia francese datata 2012, che però contava su sette registi diversi e diventò un piccolo caso per il suo successo al botteghino. Mastandrea e Scamarcio incarnano in questa occasione personaggi pienamente ritagliati sulle loro caratteristiche, con il secondo che però arriva anche a impersonare un goffo conquistatore con tanto di denti posticci e ampio spazio tra gli incisivi. Già la versione francese si ispirava chiaramente alla celebre commedia all’italiana ma in questo caso il richiamo si fa ancora più forte mediante musiche di altri tempi. Il problema è che le mini-trame sono talmente esili e prive di guizzi che lo spessore resta ben lontano da quello del miglior Monicelli o del miglior Risi. La sceneggiatura firmata da Stefano Mordini, Riccardo Scamarcio e Filippo Bologna va infatti poco oltre la gag o il disvelamento fini a sé stessi.

Il film non esplode né a livello comico né regala illuminanti spunti di riflessione; semplicemente racconta determinati squarci di realtà attuale. Quello che resta maggiormente anche da un punto di vista visivo è forse l’episodio in cui Mastandrea fa tappa fissa in un locale notturno, suscitando una certa compassione per il suo personaggio. Per il resto vanno evidenziate la complicità dei protagonisti e le buone prove di Marina Fois, Valentina Cervi e Laura Chiatti, vittime degli infedeli.

“Gli infedeli” è disponibile su Netflix dal 15 luglio 2020.

Magazine Pragma

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