“Il piacere è tutto mio”, trama e recensione

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“Il piacere è tutto mio” – La vedova Nancy Stokes (Emma Thompson) non ha mai provato un orgasmo in vita sua e decide di affidarsi alle cure del gigolo Leo Grande (Daryl McCormack). Una volta entrata nella stanza dell’albergo scelto capirà però quanto non sia semplice vincere le insicurezze e i danni fatti dall’ipocrisia in cui è stata immersa per tanto tempo.

“Il piacere è tutto mio”, recensione

Questa commedia diretta dall’australiana Sophie Hyde è contraddistinta da una serie di dialoghi brillanti e sentiti scritti dalla sceneggiatrice Katy Brand e che si consumano in un’unica location tra due soli attori. Per reggere alla grande, come fa, i quasi cento minuti di durata il film doveva avere dei valori che mostra senza mai incappare in cali di tensione né di interesse.

In più troviamo una straordinaria Emma Thompson (vista l’anno scorso in “Crudelia” che abbiamo recensito qui), il cui personaggio ha tutto il tempo per fare la conoscenza di Leo Grande. Saranno entrambi ad aprirsi all’altro, guidati dal garbo della Hyde che così mostra i punti di vista maschili e femminili principalmente sul sesso senza amore e su quello fatto per professione. Il tutto senza retorica ma senza nemmeno finire mai sopra le righe.

Il lungometraggio smentisce la tradizionale pessima traduzione nostrana di titoli (quello originale è anche meno brillante: “Good Lock to you, Leo Grande”) e sdogana la tematica del piacere femminile senza mai scadere nel becero. Funziona tra l’altro anche grazie all’interpretazione candida e genuina di Daryl McCormack. C’è insomma molto di più del chiacchierato primo nudo integrale della sessantaduenne Thompson, che ha già messo in bacheca due premi Oscar. Da sempre contraria alla chirurgia plastica, mostra il suo corpo senza badare agli anni che passano accettando e vincendo una sfida che non era certamente la più semplice della sua carriera.

Ci si diverte e si riflette grazie alla sincerità di un lavoro tutto al femminile che lancia un messaggio positivo sul sesso e sull’accettazione di sé stessi. E per di più lo fa con una leggerezza disarmante, come se si parlasse di argomenti ben più semplici, finendo inevitabilmente per incollare lo spettatore alla poltrona. Due grandi prove d’attori incorniciano in estrema sintesi uno script dalla forte impronta teatrale, che trasuda verità e libera da pregiudizi e sovrastrutture.

Dopo le anteprime all’ultimo Sundance Film Festival e al Festival internazionale del cinema di Berlino “Il piacere è tutto mio” è sbarcato nelle sale italiane a partire dal 10 novembre 2022.

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