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PALMER – In una Louisiana dei tempi nostri ma che potrebbe sembrare per semplicità e ruralità galleggiare anche in un’epoca precedente Eddie Palmer (Justin Timberlake) finisce di scontare la sua pena in carcere e torna a casa dalla nonna Vivian (June Squibb). Deve far ripartire la sua vita con un passato da detenuto e con tutte le difficoltà che ne conseguono. Sulla sua strada incrocia Sam (Ryder Allen), bambino che gioca con le bambole e ama vestirsi da principessa, costretto a vivere da Vivian per via di una fuga della mamma tossicodipendente (Juno Temple). Dopo un primo momento di indifferenza mista a insofferenza sarà Palmer a prendersi amorevolmente cura di Sam e a difenderlo dai prevedibili soprusi dei coetanei.

Palmer, recensione

“Palmer” è una di quelle storie semplici ma ben costruite, con tutti gli interpreti giusti al posto giusto, che scatena emozioni e sensazioni nello spettatore fin dal trailer. La costruzione collega efficacemente eventi sempre significativi per la trama, ponendo al centro la quotidianità monotona di Palmer che viene frammentata in diverse scene brevi, fatte di silenzi e sguardi rivelatori del suo percorso mentale. Il cast si fa guidare da un Justin Timberlake capace di prodigarsi in una grande interpretazione, sentita e misurata. Sorprendente per tempi e sfumature il piccolo Ryder Allen, inappuntabili le figure femminili lasciate sullo sfondo dallo script e incarnate da Alisha Wainwright, June Squibb e Juno Temple.

Con un passato segnato da pesanti errori di gioventù Palmer scopre di essere bravo unicamente a badare a Sam, considerato dalla società un diverso proprio come lui. Entrambi però hanno già il coraggio di essere qualunque persona vogliano essere, contro tutto e tutti. Il regista Fisher Stevens dirige questo film di riscatto, redenzione e seconde possibilità che si fa seguire con interesse fino alla fine pur senza regalare svolte inattese. Risulta facile alla gran parte del pubblico empatizzare con un protagonista totalizzante, che esclude un’analisi sociale approfondita più ambiziosa, già resa complicata dalla piccola realtà provinciale che ospita la vicenda.

La sceneggiatura estremamente lineare firmata da Cheryl Guerriero si appoggia qua e là a qualche stereotipo ma resta abbastanza solida e credibile. La colonna sonora di Tamar-kali rema nella stessa direzione, intinta in un pop garbato e gradevole. “Palmer” è per tutto questo un film intimo e compassato, capace nella sua essenzialità di ritagliarsi una propria cifra apprezzabile.

“Palmer” è disponibile in streaming su Apple TV+ a partire dal 29 gennaio 2021.

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