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Un vero e proprio “circo”, come lo definirebbe il chirurgo John Thackery. Ad interpretare ques’ultimo Clive Owen, protagonista della serie tv “The Knick” di Steven Soderbergh, che vede i primi due episodi in anteprima al Festival Internazionale del Film di Roma.

Una narrazione lenta accompagnata da una calda fotografia che rende gli episodi degni di essere visionati e al tempo stesso vissuti. Lo spettatore si immerge completamente nelle vicissitudini del “circo” ospedale che vede svilupparsi tra quelle stesse pareti tematiche interessanti, dal razzismo alla “mafia” statunitense per passare poi anche alla dipendenze di droghe. Il brillante dottor John Thackery assume la guida del reparto di chirurgia del Knickerbocker Hospital, noto semplicemente come “The Knick”, dopo l’improvviso suicidio del suo mentore, J. M. Christiansen. Il noto chirurgo, dipendete dalla cocaina, collabora con Algernon Edwards, medico di colore formatosi in Europa interpretato da André Holland, ed é proprio in questo caso che si sviluppano le prime forme di razzismo. Tale situazione vede il dottore europeo cavarsela da solo creando il proprio ambulatorio “segreto”, nello scantinato dell`ospedale, per accogliere i malati di colore. Il tutto gestito dalla figlia del principale finanziatore, Cornelia Robertson, con Juliet Rylance, che tenta di porre rimedio all’indebitamento attirando pazienti benestanti, cercando inoltre di non sacrificare la qualità delle cure.

 

Inquadrature essenziali ma al tempo stesso molto particolari che seguono le vicende nei minimi dettagli. Carrellate di movimenti che permettono ai personaggi di interpretare il proprio ruolo con disinvoltura e praticità nei movimenti.

Ideata e prevalentemente scritta da Jack Amiel Michael Begler, è diretta da Steven Soderbergh, anche co-produttore esecutivo della serie insieme a Gregory Jacobs, Clive Owen e Michael Sugar. Il dottor Stanley Burns, titolare di un vasto archivio di antiche fotografie mediche, partecipa alla produzione in veste di consulente.

Una serie tv che vedrà gli amanti del genere period drama sempre più accaniti in attesa dei prossimi episodi per scoprire le storie e gli intrighi dell’ospedale con i chirurghi più celebri di New York.

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A proposito dell'autore

Un pizzico di arte, una soffiata di teatro, colori di moda e un bicchiere di vino. Ingredienti giusti per garantire affidabilità e passione di Clemente Donadio. Un giornalista che segue le riga di Oscar Wilde e si fa trasportare dal senso estetico di Gabriele D’Annunzio. Un amante delle camicie di Armani e delle passerelle della moda. Giornalista della propria città, si affaccia al mondo della moda con passione e audacia, cercando nel particolare la grande bellezza e lo stile raffinato. Intraprendente critico, è alla continua ricerca di forma estetica anche nel mondo della fotografia e tra il sipario di un teatro. Il tutto si può riassumere in un aforisma di Wilde: “Si dovrebbe essere un’opera d'arte, o indossare un'opera d'arte”.

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