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The hunt – In uscita nelle sale italiane il prossimo 7 maggio, dopo mesi di polemiche e rinvii è giunto sui grandi schermi americani uno dei film più discussi dell’anno

The hunt, trama

Un gruppo variegato di dodici persone che non si conoscono si risveglia imbavagliato in un luogo misterioso. Sul prato che accoglie gli sventurati c’è una cassa piena di armi dalla quale uscirà anche un maialino di nome Orwell. Di lì a poco partirà la caccia vera e propria, che costringerà i dodici a fuggire per sopravvivere. Tra di loro c’è però una soldatessa reduce dall’Afghanistan (Betty Gilpin ) che si rivelerà, al contrario degli altri, tutt’altro che sprovveduta.

Recensione

Horror satirico targato Blumhouse che doveva uscire nel settembre 2019, è stato frenato dalle polemiche e soltanto il 13 marzo 2020 è sbarcato nelle sale americane. Il trailer ha puntato non poco sul clamore suscitato lanciando il seguente claim: “Il film più discusso dell’anno è un film che nessuno ha ancora visto”. Trump non lo vedeva infatti di buon occhio e inoltre a ridosso dell’uscita inizialmente fissata ci fu una strage a colpi di proiettili che ha portato allo slittamento.

In effetti le intenzioni di produrre un film fortemente satirico c’erano ma alla fine della fiera si sono concretizzate in qualcosa di davvero poco capace di pungere e di lasciare il segno. Sinceramente non è  nemmeno così lampante che le invettive siano lanciate principalmente contro i liberali facoltosi che mettono in piedi la caccia. “The hunt” funziona però a livello di intrattenimento specialmente nella sua seconda parte e da questo punto di vista è un prodotto con una sua cifra estetica ben riuscita, anche se deve molto al Tarantino di Kill Bill. Il regista Craig Zobel spinge notevolmente sul pedale dello splatter e imprime un buon ritmo ad un intreccio dalle molteplici venature comiche e surreali.

La sceneggiatura firmata da Damon Lindelof e da Nick Cuse adatta per l’ennesima volta per il cinema il libro del 1924 di Richard Connell “La partita più pericolosa”. Tra riferimenti ripetuti a Orwell e a “La fattoria degli animali” (Snowball oltre ad essere il nome in codice del personaggio interpretato dalla Gilpin era uno dei maiali che guidavano la rivoluzione nella novella) e satira su legittima difesa, cambiamenti climatici e bevande zuccherate il film fa largo uso della violenza anche accompagnata da musica classica. Nella prima mezz’ora quelli che sembrano essere i protagonisti di cui seguiremo le vicende muoiono in realtà tutti man mano. Perché in una caccia di esseri umani praticata per sport non ci si può fidare di nessuno, nemmeno degli sceneggiatori.

“The hunt” ci ricorda che “è vero ciò che rendi vero”, ciò che viene fatto passare per vero dall’opinione pubblica e dal passaparola che oggi più che mai corre istantaneamente sulla rete. Con una Betty Gilpin in stato di grazia e Hilary Swank che le tiene testa nel duello finale ci vengono assicurati novanta minuti densi di divertimento, senza tutte quelle pretese che sembrava dovessero esserci.

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