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“The Prom” – Gli ultimi show a Broadway delle star Dee Dee Allen (Meryl Streep) e Barry Glickman (James Corden) sono stati dei flop tacciati di narcisismo. Ecco che i due cercano allora, coadiuvati da due attori minori come Angie (Nicole Kidman) e Trent (Andrew Rannells), una causa da abbracciare per vedersi riabilitati e a tal fine scelgono Emma (Jo Ellen Pellman), studentessa dell’Indiana omosessuale alla quale è stato precluso l’accesso al ballo della scuola con la sua bella Alyssa (Ariana DeBose). La storia di Emma coinvolgerà nel profondo i quattro e li porterà oltre la mera speculazione, facendoli battere con convinzione per lei e allo stesso tempo affrontare ognuno i retaggi del proprio passato. Dee Dee infatti deve lottare con i postumi di un divorzio, Barry si porta dietro un’omosessualità non accettata da sua madre, Angie soffre dell’essere stata sempre e solo una ballerina di fila e Trent del non aver studiato alla Juilliard per coronare il suo sogno.

“The Prom”, recensione

In un Indiana rappresentata in maniera clamorosamente anacronistica nella sua omofobia viene ancora una volta raffigurata sul grande schermo l’importanza che in terra americana riveste il ballo di fine anno, il “Prom” che da il titolo al film. Tutto nasce da un vero musical di Broadway del 2016 (del quale vengono mantenute tutte le canzoni originali più due inedite) per trasporre un racconto di inclusione dominato dal talento di Meryl Streep, che interpreta deliziosamente una diva piena di sé e di risvolti comici/malinconici. Al suo fianco tiene botta il James Corden del celebre Late Show, un po’ meno una Nicole Kidman alla quale però lo script firmato da Chad Beguelin e Bob Martin destina un personaggio troppo piatto e anonimo. Paradossalmente risalta di più l’ex attore gigione impersonato da Andrew Rannells.

Ci si aspettava probabilmente di più dai numeri musicali e coreografici, maggiormente d’effetto soltanto nel crescendo finale. Era invece più in preventivo un certo buonismo retorico che rende troppo di maniera più di un personaggio secondario e non rende giustizia ad un filone consacrato dalla serie “Glee”. Ideata tra l’altro dal regista di “The Prom” Ryan Murphy, che torna a dirigere un lungometraggio vero e proprio a dieci anni di distanza da “Mangia prega ama”. Si poteva evitare qualche stereotipo di troppo e mostrare maggiormente il talento multiforme della Pellman e della DeBose. E va bene il messaggio edificante, salvo ricordarsi che conta anche la freschezza e l’originalità con le quali lo si trasmette.

“The Prom” è disponibile in streaming su Netflix dall’11 dicembre 2020.

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