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Ultras è un film di Francesco Lettieri che fa discutere. Ecco quello che c’è da sapere su questa pellicola visibile su Netflix

Ultras film

Ultras, il film di Francesco Lettieri è una bella storia d’amore tra Sandro ‘O Moicano e Terry, che segue le gesta un vecchio capo ultras, costretto a vivere le partite da lontano in quanto diffidato, ma che vive un conflitto tra la ricerca di una nuova vita e la voglia di non perdere la leadership del gruppo, di cui è un fondatore.

Il film è tecnicamente ben girato, e rispecchia lo stile del giovane regista napoletano, che fa tanto uso della camera a spalla per aumentare l’enfasi dei momenti concitati che un gruppo di Ultras si trova a vivere.

La fotografia è giusta ed aiuta a rimarcare un atmosfera volutamente violenta e cruda, volta a far passare un messaggio probabilmente fuorviante.

Ecco che dove finiscono i meriti di un film tecnicamente perfetto, arriva qualche lacuna recitativa da parte di qualche esordiente.

Quello che lascia un pò basiti, però, è la ricerca spasmodica di una vita violenta da parte del gruppo in quanto tale, ad ogni costo, che sia la realizzazione di uno striscione o la risoluzione di un acontroversia o il finale drammatico che merita una postilla a parte. I personaggi sono sicuramente eccessivi, e ci può stare in un contesto caricaturale, ma chiaramente sono lontani dalla realtà, in quanto sempre e costantemente sopra le righe.

Ciò che, invece, esce fuori positivamente è la socialità all’interno dei sottogruppi, quello dei ragazzini, quello dei veterani (praticamente tutti diffidati) e quello degli ultras, diciamo, emergenti. Qui la socialità non si discosta dalla realtà,  in quanto i rapporti umani all’interno della cerchia, come i classici sfottò anche un pò spinti ma che è sintomo di amicizia nel gruppo, uno sfottò che arriva al limite, ma non lo supera, ma che quando succede, si fa rientrare nella sfera amicale con uno sguardo, un abbraccio o anche una canna.

Il finale del film, dicevamo sopra, è pura invenzione che però punta a far ricordare un tragico evento, quello dell’assassinio di Ciro Esposito, tifoso del Napoli ferito a morte da un’arma da fuoco a Roma in occasione della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina il 3 maggio 2014. In questo caso si supera il limite, perchè si riportano in scena, ovviamente con fantasia dell’autore, fatti realmente accaduti ma che ovviamente non hanno nulla a che vedere con i fatti reali. Irreale e fuori luogo, anche e soprattutto, l’organizzazione della trasferta a Roma, a mo’ di esercito, rinchiusi in due furgoni di consegna surgelati. Come è raccontata con pura fantasia la parte degli scontri, e la facilità con cui gli ultras oltrepassando i posti di blocco o è irreale come un poliziotto inveisce contro un ragazzino al di fuori della rissa non restando in assetto.

Al di là dei contenuti, discutibili e soggettivi, Ultras è un film godibile e che merita di essere visto.

La Trama di Ultras

Sandro ‘O Moicano è un ultras cinquantenne, capo del gruppo Apache, che si ritrova a vivere la realtà di oggi ma con le problematiche di una vita passata a fare sfaceli come ultras. Cerca di rifarsi una vita con Terry, ma il legame con il mondo ultras è viscerale.

Ultras streaming: Netflix

Il film Ultras è uscito su Netflix il 20 marzo 2020. Per l’argomento trattato, il mondo ultras, ed uscendo nel pieno della pandemia da Coronavirus, dove la gente è costretta a casa e il calcio manca come il pane ad un affamato, è balzato subito in vetta tra i film più visti di Netflix e nel weekend di uscita.

Ultras Apache

Il gruppo Apache non esiste ma il coro “Nato in Mozambico” è un coro cantato all’inizio di ogni gara da parte di un gruppo ultras della Curva A del Napoli, i Vecchi Lions. E’ un riferimento casuale come sostengono in apertura di film o un richiamo?

Francesco Lettieri, il regista di Ultras

A Napoli e nel mondo cinematografico, Francesco Lettieri, giovanissimo regista napoletano classe 1985, si era già distinto per una serie di videoclip molto amati, come quelli delle canzoni di Liberato, cantante napoletano che spopola sul web. Oltre Liberato, anche Calcutta, Noyz Narcos e tanti altri, musicisti i cui videoclip sono dei veri e propri cortometraggi cinematografici.

Il trailer di Ultras

Il Poster del Film Ultras su Netflix

Il cast del film Ultras di Lettieri

Un cast giovane e di alcuni esordienti per Ultras di Lettieri. Alcuni reggono l’urto della pellicola, altri meno, ma nel complesso il cast artistico, per noi, ha superato la prova.

Ecco i protagonisti di Ultras: Aniello Arena (è Sandro Russo), Ciro Nacca (Angelo), Simone Borrelli (Pechegno), Daniele Vicorito (Gabbiano), Salvatore Pelliccia (Barabba), Antonia Truppo (Terry), Alessandra D’Elia (Stefania), Gennaro Basile (McIntosh).

Recensioni di Ultras da parte di Ultras del Napoli

Abbiamo interpellato dei ragazzi che frequentano le curve a Napoli e abbiamo chiesto loro se si sentivano di recensirlo per noi. Alcuni hanno accettato la proposta ed ecco di seguito le loro recensioni.

Recensione di Ultras Anonimo

Il film inizia mettendo fortemente le mani avanti, dicendo che tratterà di fatti frutto esclusivamente della fantasia dell’autore, e che gli ultras partenopei,non hanno in nessun modo partecipato alla realizzazione del film.

A guardare il film, invece, sembrerebbe l’esatto contrario, riferimenti espliciti a cori, simboli e ambientazioni che caratterizzano la Napoli ultras.

Che gli ultras partenopei non hanno partecipato alla stesura del film, è vero, si vede ed è evidente. Infatti, ne esce fuori un’estrema banalizzazione sul mondo ultras, tutto quello che si immagina chi non ha mai vissuto o chi non ha mai partecipato alla vita ultras, non lasciando minimamente intravedere: valori, appartenenza, gioia e spirito di aggregazione che da sempre sono prerogative e cavallo portante di questo pazzo mondo.

Il film, d’altro canto, è ben fatto, con riprese e musiche di alto livello, la trama risulta essere povera e scontata.
Assolutamente di cattivo gusto il riferimento alla morte di un ultras partenopeo a Roma, un’assoluta mancanza di rispetto verso chi a Roma c’era, ha vissuto quei momenti ed ha pianto, e verso una famiglia che ha accettato la tragedia con grandissima serietà, senza mai far trasparire desiderio di vendetta, ma con continui richiami alla pace e alla serenità.
Un ultimo appunto al regista Lettieri: in trasferta nel furgoncino dei surgelati, forse ci vai tu!

Recensione Catello

Ci troviamo a Napoli all’interno di un gruppo del tifo organizzato, gli Apache, e da una parte ci sono i fondatori del gruppo, che non vanno più allo stadio, per scelta o perché diffidati, i quali vogliono mantenere il comando; dall’altra parte c’è la nuova generazione che segue e sostiene la squadra in casa e in trasferta, cresciuta con gli insegnamenti dei “vecchi” ma che vuole distaccarsi perché si sente limitata e obbligata a rispettare le loro decisioni.

Nel mezzo c’è la nuovissima generazione che sta iniziando a frequentare il gruppo ma che è disorientata e non sa da che parte schierarsi.

In questo contesto si inserisce la storia di Sandro, cinquantenne capo ultras diffidato detto Mohicano, che farà di tutto per aiutare Angelo, ragazzino che non ha una vera famiglia e che prova in ogni modo ad inserirsi nel gruppo animato da un sentimento di “vendetta” poiché ha perso il fratello maggiore qualche anno prima durante alcuni scontri verificatisi in trasferta; scontri ai quali anche Sandro ha partecipato e per questo si sente responsabile di Angelo provando a suo modo a fargli da padre/fratello maggiore.

Il personaggio di Sandro ci viene presentato con un palese conflitto interiore perché il gruppo è la sua famiglia con la quale ne ha passate tantissime e non riesce a distaccarsi dai suoi amici/fratelli, ma allo stesso tempo ha voglia di lasciarsi alle spalle tutto sentendosi oramai alla soglia dei cinquant’anni e rifugiandosi in una relazione con Terry, una donna conosciuta nella palestra dove lavora e alla quale si lega molto.

È un film che racconta la storia del cambio di generazione che hanno vissuto un po’ tutti i vecchi gruppi delle diverse curve, lo fa però banalizzando e semplificando esageratamente alcune dinamiche che chi frequenta una curva sa essere molto più complesse e articolate, quindi personalmente non mi è piaciuto perché ritengo che andavano approfondite meglio se vuoi intitolarlo Ultras.

Fonte immagine principale: Pixabay (non legata al film)
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