Bologna, Comune distribuisce pipe gratis per i consumatori di crack


Il Comune di Bologna ha deciso di attuare una misura controversa ma mirata a ridurre i danni sanitari legati al consumo di crack: la distribuzione gratuita di 300 pipe, da destinare ai consumatori di crack. L’iniziativa, già sperimentata negli ultimi 18 mesi, ha un costo complessivo di circa 3.500 euro ed è concepita non solo come strumento di prevenzione, ma anche come un primo passo per intercettare i tossicodipendenti e accompagnarli verso percorsi di cura e riabilitazione.

Obiettivo riduzione dei danni e supporto sanitario

L’operazione nasce da una precisa volontà di contrastare i rischi derivanti dall’uso di strumenti improvvisati per il consumo di sostanze, che spesso provocano gravi lesioni e infezioni. Distribuendo pipe sicure e sterili, l’amministrazione intende quindi tutelare la salute di una popolazione fragile e spesso invisibile, favorendo al contempo un contatto diretto con i servizi sociali e sanitari.

Secondo quanto riportano la stampa e i dati sanitari, il numero dei consumatori di crack seguiti a Bologna è in crescita: nel primo semestre del 2025 si contano già 518 persone prese in carico dall’Ausl, con un aumento del 25% rispetto al 2024 e del 47% rispetto al 2023. Questo incremento evidenzia una problematica sanitaria e sociale crescente, che l’amministrazione intende affrontare con un approccio basato sull’ inclusione e la tutela della salute pubblica.

Polemiche da parte di Fratelli d’Italia

Secondo l’assessora alla Sicurezza, Matilde Madrid, intervenuta su il Sole 24 Ore, la misura mira a ridurre le patologie secondarie causate dall’uso di materiali sporchi o improvvisati e a creare un rapporto di fiducia con i consumatori, per accompagnarli verso percorsi di recupero. Madrid sottolinea che «l’utilizzo di strumenti adeguati consente di ridurre il consumo e le conseguenti complicanze».

L’iniziativa ha però scatenato una dura polemica politica da parte di FdI, definendo l’iniziativa una “pura follia”. Il dibattito ora si sposta sul piano politico e sociale, tra chi considera la distribuzione uno strumento efficace di riduzione del danno e chi la giudica una pericolosa facilitazione alla diffusione di droghe. La discussione in città e a livello nazionale continuerà nelle prossime settimane, mentre il Comune intende portare avanti la sperimentazione con l’obiettivo di affinare le strategie di contrasto alla tossicodipendenza.

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