Il futuro delle Antiche Terme di Castellammare di Stabia torna al centro del dibattito mentre si avvicina una scadenza decisiva. Il 21 settembre terminerà infatti il bando europeo indetto dal Comune per la redazione del progetto esecutivo e il restauro della struttura, con un investimento previsto di 10 milioni di euro.
L’intervento riguarda la zona collinare al di sotto della ferrovia, le fonti e il parcheggio, con l’obiettivo indicato negli elaborati di ripristinare la funzionalità dell’attività termale e consentire la riattivazione della concessione, attualmente scaduta.
Cosa prevede il progetto
Il piano interessa la rigenerazione delle aree verdi e il solo piano terra dell’edificio, nel rispetto del progetto originario dell’architetto Marcello Canino, realizzato negli anni Cinquanta.
Tra gli spazi previsti figurano l’atrio, un ristorante-bar, le centrali tecnologiche, il sistema delle fonti e il piazzale.
Sin dalla pubblicazione del bando, tuttavia, sono emerse perplessità sia sul futuro utilizzo del complesso sia su alcune scelte tecniche previste nell’intervento.
I dubbi dell’associazione
A sollevare una serie di questioni è l’Associazione Parco delle Acque di Stabia APS, secondo la quale i lavori programmati rappresenterebbero soltanto una parte degli interventi necessari per restituire piena funzionalità allo stabilimento.
«I lavori appaltati sono parziali e insufficienti a ridare funzionalità allo stabilimento termale», afferma Nino Di Maio, sottolineando come il completamento venga rinviato a successivi lotti non ancora finanziati e come, secondo l’associazione, non sembrino previsti interventi per la riapertura delle mescite.
Parcheggio sopra le fonti
Uno dei punti maggiormente contestati riguarda la tutela delle sorgenti e la realizzazione del parcheggio.
Secondo Di Maio, l’area destinata alla sosta ricadrebbe in una zona già interdetta per la salvaguardia delle sorgenti. L’associazione critica inoltre la prevista impermeabilizzazione del sottosuolo, ritenendo che possa creare problemi alla crescita degli alberi e sollevando dubbi sulla protezione dell’area.
La stessa superficie, secondo l’associazione, dovrebbe invece essere lasciata disponibile per eventuali nuovi reparti benessere e piscine termali.
Vasche sul costone
Ulteriori perplessità riguardano alcune vasche previste in un secondo lotto, al momento non finanziato.
L’associazione segnala la presenza nel progetto di piccole vasche sulle terrazze dei boschetti a monte e di una vasca sul tetto di uno dei fabbricati.
Di Maio collega queste scelte alla volontà di mantenere il parcheggio all’interno delle Terme e richiama invece la necessità di riaprire la stazione Terme, considerata strategica per i collegamenti con il complesso.
Il nodo della gestione
Resta poi aperta la questione di chi e come dovrà gestire le Antiche Terme una volta terminati gli interventi.
L’Associazione Parco delle Acque di Stabia ritiene necessario definire questo aspetto parallelamente alla realizzazione dei lavori, ipotizzando una gestione pubblico-privata con il coinvolgimento anche dei cittadini.
Tra le questioni ancora da chiarire vengono indicate anche la destinazione dei beni accessori, come l’ex Caserma Cristallina, e il rinnovo delle concessioni delle sorgenti.
La preoccupazione espressa dall’associazione è evitare che, terminata una prima fase di recupero, parti della struttura rimangano inutilizzate ed esposte nuovamente al degrado.


