Un nuovo passaggio per il futuro delle Antiche Terme di Castellammare di Stabia. È stata pubblicata la gara europea per affidare la redazione del progetto esecutivo e il restauro del complesso di piazza Amendola, chiuso da decenni salvo alcune aperture estive limitate al parco.
L’obiettivo è arrivare entro dicembre 2026 alla firma con l’operatore che presenterà l’offerta migliore, così da salvaguardare i 12 milioni di euro stanziati nel 2022 attraverso il Contratto Istituzionale di Sviluppo Vesuvio-Pompei-Napoli per l’intervento di riqualificazione delle Antiche Terme e del Parco delle Acque.
Una prima fase finanziata
Il progetto prevede una prima fase di lavori già coperta dalle risorse del CIS. Una volta avviato il cantiere, questa parte dell’intervento avrà una durata prevista di 368 giorni.
La struttura termale attende da anni un recupero organico. Finora le riaperture hanno riguardato soltanto, e in maniera temporanea, gli spazi esterni durante il periodo estivo.
La seconda fase
Resta invece ancora senza copertura finanziaria una seconda parte del progetto, per la quale viene indicata una spesa ulteriore di circa 5,87 milioni di euro.
Queste risorse servirebbero a realizzare piscine termali all’aperto e a recuperare il blocco terapeutico situato ai piani superiori dell’edificio principale.
Il percorso della gara
La pubblicazione del bando arriva dopo un iter tecnico che ha coinvolto numerosi soggetti istituzionali. Il piano tecnico ed economico rafforzato è stato sottoposto alla Conferenza dei Servizi e al confronto, tra gli altri, con Soprintendenza, Vigili del Fuoco, Asl, Regione Campania, Autorità di Bacino, Arpac ed Eav.
Il contratto con il CIS era stato sottoscritto dalla prima triade commissariale arrivata nel 2022, ampliando l’impostazione progettuale avviata negli anni precedenti durante l’amministrazione dell’ex sindaco Gaetano Cimmino.
Oggi saranno il prefetto Dario Caputo, il viceprefetto Mara Moscato e Maurizio Vallone a seguire una fase determinante per il futuro del complesso.
Il nodo della gestione
Alla pubblicazione della gara si accompagna già il dibattito su quale funzione dovranno avere le Antiche Terme una volta recuperate.
Agostino Ingenito, componente dell’Osservatorio Turistico Regionale della Campania e presidente Abbac, considera la riqualificazione un possibile elemento di rilancio turistico per Castellammare, ma sottolinea la necessità di affiancare al restauro una visione chiara sulla futura gestione del complesso.
Secondo Ingenito non basterà recuperare gli edifici: servirà un progetto capace di sostenersi anche dal punto di vista economico e turistico, valorizzando la storia e l’identità delle acque stabiesi.
Federalberghi chiede confronto
Anche Adelaide Palomba, presidente di Federalberghi Costa del Vesuvio, ha chiesto un incontro ai commissari.
Palomba ha evidenziato il peso crescente del termalismo nell’economia turistica e la necessità di elaborare un piano d’impresa che tenga conto anche del possibile contributo dei privati.
La gara rappresenta quindi un passaggio concreto per riportare al centro uno dei luoghi simbolo di Castellammare di Stabia, mentre resta aperta la questione decisiva: definire quale modello turistico, termale ed economico dovrà accompagnare il recupero delle Antiche Terme.


