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Davide Zurolo, stabiese, premiato ai Nastri D’argento

Davide Zurolo è il vincitore della categoria Casting Director dei Nastri D’argento 2020.

Davide Zurolo, giovane stabiese che vive a Roma e lavora nel campo cinematografico, ha vinto un premio importantissimo.

Davide Zurolo ha vinto in qualità di Casting Director del film “L’Immortale” di Marco D’Amore, una costola importante del mega lavoro di Gomorra La Serie.

Davide Zurolo aveva ricevuto anche la nomination, insieme all’amica e collega Gabriella Giannattasio per il film “Favolacce”.

Il post di ringraziamento su Facebook

“tantissime emozioni mi hanno bussato alla porta
Fatico a stare con gli occhi addosso e mai avrei pensato di salire su un palco come quello dei Nastri D’argento.
Avevo alcune cose da dire ma non c’è stato modo, meglio o peggio non lo so ma approfitto di emergere dal mio anonimato social per scriverle qui

Entrare nella grande famiglia di lavoro che ha mosso i primi passi con la prima stagione di Gomorra è stato per me un enorme privilegio e non posso non dire nuovamente grazie a Laura Muccino per avermi introdotto ed educato. Cattleya tutta ma nello specifico Gina Gardini e Giulia Forgione per il costante confronto che è sempre enorme occasione di crescita per me.
Penso a Florinda Martucciello che durante il film ha supportato e sopportato assenze e distrazioni su un progetto parallelo di cui spero di poter parlare presto. Flo lo sai, ci sei sempre e per questo ti sono enormemente grato. E come lei Gianluca Leoncini e Giulia Bernardini, vi voglio bene e lo sapete.
Penso all’intero cast, a ogni singolo volto che ha varcato la soglia dell’ufficio casting e che ha poi popolato il film.
A Gabriella Giannattasio che è prima amica e poi collega e con cui condividevo la nomination per Favolacce.
A Marco D’Amore che non ringrazieró mai abbastanza per il regista e la persona che è

Alla mia metà Soledad e ai nostri due nanetti Elia e Lorenzo, senza loro nulla avrebbe senso di accadere.

“More than meets the eye” campeggia sulla facciata del Maxxi. Che sia un auspicio per il domani e che lo sguardo non si fermi mai solo a quello che incontra ma che si spinga oltre, immaginando sempre cose diverse e puntando ad orizzonti inesplorati.”

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