Luca Trapanese, la vera storia dell’adozione di Alba

“Non ho scelto di adottare Alba. Quando ho fatto richiesta di affido Alba non era ancora nata e non è assolutamente vero che Alba è stata abbandonata, come qualcuno ha raccontato. Alba ha ricevuto il primo gesto d’amore dalla mamma che l’ha portata in grembo per nove mesi e dopo la nascita l’ha lasciata in un posto dove Alba poteva ricevere cure ed assistenza, dove qualcuno si sarebbe potuto occupare di lei” – è un fiume in piena Luca Trapanese quando racconta del suo incontro con Alba, della sorpresa di ritrovarsi con un neonato tra le braccia, dell’esigenza improvvisa di trasformare la sua piccola casa in una casa a misura di bambino, del clamore mediatico che la sua storia ha suscitato.

Lo scrittore ed assessore alle politiche sociali della città di Napoli lunedi 27 Febbraio è stato ospite presso l’Istituto Comprensivo Mazza Colamarino di Torre del Greco. Presenti all’incontro anche il sindaco Giovanni Palomba, il vicepresidente del Consiglio Regionale Loredana Raia, la dirigente dell’istituto scolastico Debora Minghelli e lo scrittore Paquito Catanzaro.

La storia di Luca ed Alba è nota quasi a tutti, ma Trapanese durante l’incontro di lunedì ha voluto chiarire alcuni aspetti della vicenda.

“Avevo fatto domanda di affido di un bambino disabile senza limiti alla disabilità. Non ho mai nascosto la mia omosessualità; é la prima cosa che ho dichiarato ai colloqui. Ad ogni modo ció che mi sarei aspettato, nella migliore delle ipotesi, era ottenere in affido un bambino grandicello, di 7-8 anni. Mai avrei pensato di avere una neonata in adozione. Quando mi hanno chiamato per l’adozione di Alba ero in vacanza con una ventina di ragazzi down. L’esperienza certo non mi mancava, così come il desiderio di paternità. E così Alba è entrata nella mia vita.”

Luca Trapanese, fondatore  di “A ruota libera onlus” che si occupa di progetti legati alla disabilità, di “Il borgo sociale”, comunità per ragazzi disabili senza genitori e de “La Casa di Matteo”, casa famiglia per bambini con gravi malformazioni, racconta di aver maturato la decisione di occuparsi di disabilità quando all’età di 16 anni ha visto morire a causa di un tumore un suo amico.

“Nata per te” (Einaudi) di Luca Trapanese e Luca Mercadante

“Nata per te” edito da Einaudi è un libro che offre punti di vista contrapposti, quello di Luca Trapanese, omosessuale, cattolico, cresciuto spiritualmente a Lourdes dove l’incontro con la disabilità è una costante – e quello di Luca Mercadante, eterosessuale, ateo, favorevole all’aborto, che considera disabilità persino la celiachia.

“Nata per te” è, dunque, un libro che racconta la paternità attraverso due voci, una che considera una gioia l’arrivo di una bimba down nella propria vita e l’altra che fatica a comprendere le ragioni di tale gioia.

“Abbiamo tutti bisogno di inclusione”

L’incontro di lunedí presso l’I.C. Colamarino Mazza di Torre del Greco non è stato solo il pretesto per presentare dei libri, é stato piuttosto un momento di riflessione, una lezione, una presa di coscienza.

“Abbiamo tutti bisogno di inclusione, non solo i disabili” – ha detto Trapanese – “in famiglia, nei luoghi di lavoro, nella vita, tutti abbiamo bisogno di sentirci accettati. L’errore che viene commesso più spesso é quello di andare costantemente alla ricerca della perfezione, perfezione che si pretende dai figli. I ragazzi sono affanati dalle nostre aspettative.  Occorrerebbe preoccuparsi che siano felici, piuttosto che perfetti. Ma poi chi di noi può dirsi perfetto? Voi vi sentite perfetti?”

Leggi anche: “Le nostre imperfezioni” di Luca Trapanese, recensione

 

 


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