Negli ultimi anni Napoli ha perso progressivamente la sua reputazione di città economica per gli studenti. Secondo i dati di Immobiliare.it, tra il 2020 e il 2026 il costo delle stanze singole è cresciuto tra il +30% e il +37%, avvicinando il capoluogo campano ai principali poli universitari italiani.
Crescita costi e fine del vantaggio
Pur non registrando gli aumenti più elevati, Napoli si inserisce nel gruppo delle grandi città dove i prezzi sono saliti in modo significativo. Un incremento che ha ridotto il divario storico con il Nord, rendendo più difficile trovare soluzioni a basso costo.
Sud in accelerazione
A guidare la crescita sono altre città del Sud: Bari (+59%), Cagliari (+58%) e Palermo (+55%). Napoli resta sotto questi picchi, ma si allinea a realtà come Torino (+45%), Roma (+40%) e Firenze (+46%).
Prezzi ancora più alti al Nord
Nonostante gli aumenti più marcati al Sud, i canoni più elevati restano al Centro-Nord. Milano guida la classifica con una media di 729 euro al mese per una stanza singola, seguita da Firenze (625 euro), Roma (609 euro) e Bologna (599 euro).
Napoli si colloca in una fascia intermedia, con circa 447 euro mensili, sopra città come Palermo e Bari (419 euro), ma ancora sotto i grandi poli universitari del Nord.
Il nodo accessibilità
Il problema principale resta la sostenibilità economica. L’aumento degli affitti supera spesso quello dei redditi, rendendo sempre più difficile per studenti e giovani lavoratori trovare casa.
Anche le stanze, tradizionalmente considerate la soluzione più accessibile, stanno diventando costose, mentre il divario tra domanda e offerta continua a spingere i prezzi verso l’alto.


