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Un salto indietro nel tempo per ripercorrere la storia del giocattolo

Fino al 19 marzo 2017 il convento di San Domenico Maggiore a Napoli ospita la mostra Storie di giocattoli; dal settecento a Barbie .

L’esposizione  curata da Vincenzo Capuano, mostra al pubblico oltre 1000 ninnoli provenienti dal Museo del giocattolo dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli: giochi noti, ma anche pezzi antichi e vere rarità. Oltre che per i più piccoli, è un’occasione da non perdere anche per gli adulti, che potranno rivivere per un momento i ricordi più belli della propria infanzia. Macchinine, locomotive, bambole, giochi da tavolo, giocattoli in latta, pupazzi, trottole, saranno esposti per aree tematiche e cronologiche, per ripercorrere il cammino dell’immaginario ludico dall’età dei lumi alla cultura del benessere del secondo 900.

Una sezione particolare è dedicata alla Barbie, da sempre beniamina delle bambine, e in generale all’evoluzione nei secoli delle bambole; dalle più semplici in pezza, passando per quelle in porcellana, fino a giungere alle più moderne realizzate con sofisticati materiali e congegni elettronici. Ampio spazio anche alla famosa fabbrica Lenci. Nel 1919 il fondatore Enrico Scavini deposita a Torino il marchio di fabbrica “Ludus Est Nobis Constanter Industria” il cui acronimo è per l’appunto LENCI, da cui il nome dell’omonimo panno. L’azienda ebbe da subito notevole successo: le bambole riproducevano bambini spesso dal volto imbronciato, ma anche figure con costumi regionali o etnici, vestiti alla moda, maschere, personaggi di fantasia o ispirati a modelli reali come ad esempio Rodolfo Valentino e Josephine Baker.

Non mancano inoltre i giocattoli in legno, tra cui una raccolta di rarissimi burattini di Pinocchio, e poi ancora giochi militari e da tavolo. Durante la visita sarà affrontato il tema del “falso” nel mondo dei giochi con un’esposizione di alcuni pezzi sequestrati dalle Forze dell’Ordine, spesso prodotti con materiali tossici. La mostra è promossa dal Comune di Napoli,dall’ Assessorato alla Cultura e al Turismo, dall’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, dal Museo del Giocattolo di Napoli e dall’Arcigay Napoli.

Foto di copertina by Google
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