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L’immancabile appuntamento natalizio con Peppe Barra e la sua Cantata dei Pastori, che regala sempre emozioni.

La Cantata dei Pastori è uno di quegli appuntamenti culturali natalizi imperdibili.

Lo spettacolo ispirato alla sacra rappresentazione di Andrea Perrucci nel 1698  dal titolo: ‘Il Vero Lume tra l’Ombre, ovvero la Spelonca Arricchita per la Nascita del Verbo Umanato’, è scritto da Peppe Barra con Paolo Memoli, rappresentata per quarant’anni al Teatro Trianon dalla compagnia di Barra.

Quest’anno dopo aver fatto tappa in teatri come il Trianon di Napoli, il Teatro Umberto di Nola, il Teatro Delle Arti di Salerno, sarà in replica nei teatri campani fino a fine gennaio. I prossimi appuntamenti sono: il 13-15 gennaio al Teatro di Costanzo Mattiello di Pompei, il 20 gennaio al  Teatro Massimo di Benevento, il 21 gennaio al Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere, il 22 gennaio al Teatro Comunale Diana di Nocera Inferiore, il 27 gennaio al Teatro Magic Vision di Casalnuovo, il 28 gennaio al Teatro Comunale di Lacedonia.

La sacra rappresentazione del Perrucci narra le vicende di Maria e Giuseppe nel loro viaggio verso Betlemme, tra Diavoli che vogliono impedire la nascita del Messia e gli Angeli che li combattono e l’adorazione dei personaggi tipici del nostro presepe come i pastori, cacciatori e pescatori. Inoltre c’è Razzullo, scrivano del ‘600 inviato in Palestina per il censimento eternamente affamato ed incapace di trovarsi un lavoro. Verso la fine del ‘700 venne introdotto un altro personaggio: Sarchiapone, il barbiere matto in fuga per aver commesso due omicidi.

Razzullo è interpretato da Peppe Barra, addolcito dalla maturità e sicuramente meno aggressivo nel vocabolario, ma molto applaudito dal pubblico in tutte le rappresentazioni, che non gli ha fatto mancare l’affetto e la stima. Salvatore Misticone è un Sarchiapone dalle innegabili doti di tenore, e dalla simpatia genuina, che ben si adatta al ruolo dello sventurato barbiere dotandolo di personalità. Nello spettacolo presente Patrizio Trampetti (tra i componenti della NCCP insieme a Barra, Giovanni Mauriello, Roberto De Simone, ecc) che interpreta Cidonio il cacciatore ed il Diavolo oste, con le sue inconfondibili inflessioni tonali ed interpretative, dotando l’oste demoniaco di reminescenze sessantottine. Fa piacere rivedere sul palco i due artisti, almeno per chi ha avuto il privilegio di assistere alla loro interpretazione de ‘La Gatta Cenerentola’ di Roberto De Simone dal 1972 al 1976.

In scena un nutrito gruppo di attori, ballerini ed un mangiatore di fuoco, che riescono grazie alle coreografie di Erminia Sticchi a muoversi tutti insieme, come un unico corpo recitante.

Da sottolineare le qualità interpretative vocali di Maria Letizia Gorga (la Zingara e Gabriello), Chiara Di Girolamo (Maria vergine), Giacinto Palmarini (Demonio), Francesco Viglietti (Armenzio), il giovane Giuseppe De Rosa (Benino), Fabio Fiorillo (Ruscellio), Andrea Carotenuto (san Giuseppe) e Ciro Di Matteo (Diavolo mangiafuoco).

Compongono il corpo di ballo Amina ArenaClaudia CurtiMarica CimminoChiara CelottoTeresa De RosaIlaria PunzoChristian Pellino e Antonio Grasso.

I costumi di Annalisa Giacci sono ricchi di dettagli e ben confezionati, mentre la scenografia è firmata dal talentuoso Tonino Di Ronza.

Per questa produzione di Modus art, diretta da Nunzio Areni, le musiche sono di Carmelo Columbro, che dirige anche l’orchestra Modus art, e di Lino Cannavacciuolo, mentre la “Canzone di Razzullo”  è di Roberto De Simone.

Uno spettacolo a tutto tondo, con artisti di spessore, per una tradizione da tenere viva per le generazioni future,

 

Fonte foto: Pasquale Fabrizio Amodeo

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