Ridurre asfalto e superfici impermeabili per lasciare più spazio ad alberi e vegetazione. È questa una delle direttrici inserite dal Comune di Napoli, guidato dal sindaco Gaetano Manfredi, nella strategia urbanistica per affrontare ondate di calore e cambiamento climatico. Il principio compare nel nuovo Piano urbanistico comunale, ma molte delle soluzioni sono ancora da tradurre concretamente negli spazi cittadini.
Il problema riguarda soprattutto piazze e centro storico, dove le isole di calore rendono particolarmente difficile trovare riparo durante le giornate più torride. A piazza Garibaldi sono stati registrati 46 gradi.
Il modello delle città
Napoli guarda anche alle trasformazioni già avviate in altre grandi città. A Parigi, la Place de l’Hotel de Ville è stata interessata da un intervento che ha eliminato oltre 2.500 metri quadrati di cemento e pavimentazione in pietra.
Al loro posto sono stati inseriti circa 50 alberi adulti, alti fino a 10-12 metri, insieme a centinaia di esemplari più piccoli e oltre 20mila arbusti e piante. Secondo le previsioni legate al progetto, la trasformazione potrebbe contribuire a contenere la temperatura dell’area fino a circa 5 gradi.
Un altro riferimento arriva da Medellin, in Colombia, dove i cosiddetti “corridoi verdi” sono stati realizzati attraverso la messa a dimora di circa 200mila alberi e piante lungo le strade. L’intervento è associato a una riduzione della temperatura di circa 7 gradi.
La priorità nel Puc
Nel Piano urbanistico comunale napoletano, emergenza climatica e fragilità del territorio occupano il primo posto tra gli obiettivi strategici.
Il documento sottolinea la necessità che la pianificazione urbana sappia adattarsi al nuovo regime climatico, favorendo forme di sviluppo sostenibili e coerenti con la transizione ecologica ed energetica.
La parola chiave è quindi de-pavimentare: diminuire le superfici che accumulano calore e aumentare, dove possibile, quelle capaci di ospitare vegetazione e alberature.
Piazze difficili da trasformare
La realizzazione degli interventi incontra però diversi ostacoli. Per la prossima estate, a piazza Garibaldi, sono previste soprattutto soluzioni temporanee contro il caldo, come tendoni.
Per aumentare la presenza degli alberi occorrerà confrontarsi con il progettista Dominique Perrault. Anche piazza Municipio presenta vincoli rilevanti: il progetto di Alvaro Siza prevede due filari di lecci ai margini, mentre la presenza della metropolitana della Linea 1 sotto la piazza limita ulteriormente le possibilità di inserire nuova vegetazione.
Situazione complessa anche sul lungomare, dove per circa due chilometri non è prevista la possibilità di collocare alberi a causa del parere contrario della Sovrintendenza.
Il verde cresce fuori
Il dato apparentemente contraddittorio è che il verde cittadino, secondo quanto riportato nel Puc, negli ultimi 30 anni è aumentato di 300 ettari.
La crescita si concentra soprattutto nelle aree esterne al cuore più urbanizzato della città, da Bagnoli a Ponticelli, passando per il Parco delle Colline e le zone che arrivano fino ai comuni dell’area metropolitana.
L’obiettivo del Comune è collegare e valorizzare questo patrimonio creando una sorta di cintura verde capace di contribuire alla protezione della città dalle ondate di calore.
Spazio all’agricoltura urbana
Nel progetto trova posto anche l’agricoltura urbana, con orti già attivi soprattutto nell’area orientale. Una realtà che, oltre alla funzione ambientale, viene indicata come opportunità di lavoro per i giovani e come strumento per favorire produzioni locali a chilometro zero.
La sfida per Napoli sarà quindi trasformare gli obiettivi indicati nel Puc in interventi visibili soprattutto nelle aree più esposte alle temperature elevate, dove la presenza di alberi e zone d’ombra può incidere direttamente sulla vivibilità degli spazi pubblici.


