Torre Annunziata, sequestro da 18mila euro a due consiglieri comunali del Pd


Un sequestro preventivo da 18.256,31 euro è stato eseguito dalla Guardia di Finanza nei confronti dei consiglieri comunali di Torre Annunziata Fabio Giorgio e Gaetano Ruggiero, oltre che del padre del primo. Entrambi esponenti del Partito Democratico, Giorgio ricopriva anche il ruolo di capogruppo in consiglio comunale.

Il provvedimento, disposto dal gip del Tribunale di Torre Annunziata, riguarda un’inchiesta sui rimborsi e sui gettoni di presenza legati alle commissioni consiliari.

Le accuse della procura

I due consiglieri e il terzo indagato sono ritenuti dagli inquirenti “gravemente indiziati”, a vario titolo, di truffa continuata ai danni del Comune, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, falsa attestazione a pubblico ufficiale e sostituzione di persona.

L’indagine sarebbe nata da una segnalazione del segretario generale del Comune di Torre Annunziata sui costi sostenuti dall’ente per gettoni di presenza e rimborsi ai datori di lavoro dei consiglieri comunali.

La “rimborsopoli” delle commissioni

Nel comunicato della procura si parla di una vera e propria “rimborsopoli” collegata alle commissioni consiliari.

Secondo quanto emerso, il segretario comunale avrebbe segnalato convocazioni quotidiane delle commissioni dal lunedì al venerdì, costi ritenuti eccessivi e la necessità di regolamentare l’attività.

Il gip parla di una situazione di irregolarità “così palmare ed evidente” da aver spinto il segretario a denunciare una possibile dispersione di denaro pubblico.

Tra gli elementi evidenziati figurano anche commissioni andate deserte per mancanza del numero legale e convocazioni considerate poco giustificate rispetto agli argomenti trattati.

Il caso del lavoro a Civitavecchia

A Fabio Giorgio la procura contesta la presunta costituzione fittizia di un rapporto di lavoro con una federazione sindacale con sede a Civitavecchia.

Secondo gli investigatori, il rapporto sarebbe stato creato per giustificare l’assenza dal lavoro e consentire la partecipazione alle commissioni consiliari.

Dalle indagini sarebbe emerso che il consigliere non si sarebbe mai recato nella sede laziale durante il periodo dei rimborsi. Alcune richieste di rimborso, inoltre, sarebbero state firmate con sottoscrizioni ritenute false.

La procura sostiene anche che i rimborsi sarebbero stati accreditati su un conto intestato a un’altra federazione sindacale riconducibile al padre del consigliere.

Le contestazioni a Ruggiero

Per Gaetano Ruggiero, invece, l’accusa riguarda i tempi di percorrenza dichiarati per raggiungere Torre Annunziata dal luogo di lavoro.

Secondo la procura, il consigliere avrebbe dichiarato di non avere mezzi propri e di impiegare circa 85 minuti con i mezzi pubblici. Le indagini, supportate anche dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza, avrebbero invece accertato l’utilizzo abituale di uno scooter intestato al padre.

Questo avrebbe consentito, secondo gli investigatori, di ridurre sensibilmente i tempi di percorrenza e di ottenere rimborsi non dovuti.

I sequestri e le dimissioni

Nel corso dell’esecuzione del decreto sono stati sequestrati anche uno scooter Honda del valore di circa 4.500 euro e un orologio da circa 2mila euro.

Nei confronti del padre di Giorgio è stato disposto inoltre il sequestro di oltre 5mila euro sui conti correnti.

Nella mattinata di oggi Fabio Giorgio ha annunciato le dimissioni dal consiglio comunale con una lettera nella quale ha parlato di una scelta assunta “per senso di responsabilità istituzionale” e ha espresso fiducia nel lavoro della magistratura.

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