Cosa hanno in comune i sei libri finalisti del Premio Strega?

Durante la serie di incontri del tour con i sei finalisti del Premio Strega, annunciati Mercoledì 5 Giugno, i libri sono stati presentati tramite due tematiche comuni, ovvero il viaggio e il silenzio. Solitamente i libri finalisti sono cinque. ma per la regola del Premio Strega secondo cui ci deve essere un libro edito da una piccola casa editrice, di conseguenza i finalisti quest’anno sono sei.

Punti Chiave Articolo

La sestina finalista del Premio Strega è composta da:

  • L’età fragile” di Donatella Pietramonio, edito da Einaudi. Questo è il vincitore del premio Strega Giovani.
  • Invernale” di Dario Voltolini, edito da La nave di Teseo.
  • Chi dice e chi tace” di Chiara Valerio edito da Sellerio.
  • Romanzo senza umani” di Paolo Di Paolo, edito da Feltrinelli.
  • Aggiustare l’universo” di Raffaella Romagnolo, edito da Mondadori.
  • Autobiogrammatica” di Tommaso Giartosio, edito da Minimum fax. Questo è il libro edito da una piccola casa editrice che ha raccolto più voti.

Il viaggio

La tematica che risalta in una prima analisi tutti e sei i libri finalisti del Premio Strega è il viaggio. Quest’ultimo è interpretato in varie sfumature nei vari libri, ecco come:

  • in “Aggiustare l’universo” il viaggio viene visto come un percorso di trasformazione perchè gli umani compiono continuamente degli spostamenti.
  • in “Autobiogrammatica” il viaggio è un mezzo tramite il quale si introduce il lettore al tipo di racconto. Inoltre risolta anche come una metafora che rappresenta la fuoriuscita dalla priopia confrot zone.
  • in “Chi dice e chi tace” , l’autrice afferma che i protagonisti non compiono mai per davvero un viaggio perchè sono pendolari; loro immaginano di viaggiare quando la loro abitazione diviene Costantinopoli.
  • in “L’età fragile” i viaggi raccontati sono o di andata o di ritorno, nessuno compie entrambi i sensi del viaggio. Il viaggio di ritorno rappresenta la rinuncia.
  • in “Invernale” ci sono tre viaggi: quello verso la vita che sta finendo, quello in Francia e un viaggio nel passato.
  • per “Romanzo senza umani” il viaggio è legato più all’autore che alla storia del romanzo. Paolo di Paolo nella realizzazione del libro ha sentito la necessità di mettersi in viaggio per vedere il Lago di Costanza.

Il silenzio

La seconda tematica che accomuna i libri finalisti è un po’ più nascosta. Il silenzio risulta più ricercato come significato rispetto al viaggio.

Ecco come il silenzio è presente nella sestina finalista del Premio Strega:

  • in “Aggiustare l’universo” il silenzio è presente tramite il mutismo selettivo della protagonista, una conseguenza di un trauma da lei vissuto. Per la protagonista parlare viene associato al pericolo.
  • in “Autobiogrammatica”  il silenzio viene visto come un punto di partenza e ad esso viene associato lo zero spaccato, ovvero il cerchio e la diagonale che rispettivamente sono il lingiaggio e le persone.
  • in “Chi dice e chi tace” il silenzio è la conseguenza dell’accumulo delle voci delle idee che affollano la mente. Inoltre il silenzio è anche sottrazione perchè la protagonista tace o perchè non viene ascoltata dalle persone più intelligenti oppure tace perchè non verrebbe compresa.
  • in “L’età fragile” il silenzio rappresenta ciò che non viene detto e quello che viene nascosto, viene definito poetico.
  • in “Invernale” il silenzio rappresenta la riservatezza del protagonista. Nel romanzo si trova più varietà di silenzi che di parole.
  • in “Romanzo senza umani” è presente un silenzio congelato perchè non esiste un silenzio assoluto dato che il mondo è incapace di tacere. Inoltre per descrivere il silenzio c’è bisogno di molte parole.

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