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Il Dantedì all’insegna della polemica tedesca

Non è passata inosservata la critica di un quotidiano tedesco che ieri ha definito Dante Alighieri un poeta “copione”. Secondo la stampa tedesca, infatti, il Sommo poeta fiorentino varrebbe “meno di Shakespeare” e “copiò tutto da un arabo”. Insomma, i tedeschi non risparmiano critiche a uno dei massimi poeti nostrani, il maestro della volgar lingua. Lingua che la Germania, ancora una volta, mette in discussione. Secondo l’editorialista Aldo Wildmann del Frankfurter Rundschau, da cui è partita l’accusa, Dante Alighieri non scrive in volgare fiorentino, ma in un certo senso una lingua creata appositamente per la scrittura della Commedia.

Dante Alighieri ha copiato dal Corano?

“L’Italia lo loda come uno di coloro che hanno portato la lingua nazionale ai vertici della grande letteratura. In un certo senso, Dante si è costruito una lingua apposta per la sua opera, e da questa lingua è nata la lingua dei suoi lettori e poi dell’Italia”. Non si risparmia Wildmann nel criticare il poeta.

Altro punto su cui Wildmann ha insistito nel giorno del Dantedì: la Divina Commedia è un plagio. Questa teoria era già stata avanzata dal lessicografo spagnolo Miguel Asìn Palacios già nel 1919. Secondo lo studioso Dante Alighieri avrebbe travisato alcuni passi del Corano per adattarli alla sua opera principale. Il viaggio nell’oltretomba è lo stesso che compie anche Maometto nel libro sacro dell’Islam. Un Dantedì che è trascorso tra polemiche e indignazione facendo storcere il naso all’Italia, che non ha accolto di buon grado (come dargli torto?) l’opinione tedesca.

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