La saggezza popolare napoletana è un universo di espressioni colorite e incisive, capaci di descrivere la realtà con poche, efficaci parole. Tra i detti più emblematici c’è “So cicere ca nun se coceno” (letteralmente “Sono ceci che non si riescono a cuocere”), un’immagine semplice, ma dal significato potente: si riferisce a persone ostinate, testarde, difficili da convincere o domare, proprio come quei ceci che, nonostante il tempo passato nell’acqua bollente, restano duri e immangiabili.
Un’espressione di resistenza e carattere
Il proverbio viene spesso usato per descrivere individui che non si piegano facilmente alle regole, alle imposizioni o ai consigli altrui. Sono persone dal carattere forte, a volte testardo, che non cedono alle pressioni e seguono il proprio cammino senza lasciarsi influenzare. Nella cultura partenopea, questo atteggiamento può essere visto sia in modo positivo – come sinonimo di determinazione e coerenza – sia in senso negativo, per indicare un’eccessiva ostinazione o una chiusura mentale.
L’origine del proverbio: tra cucina e saggezza popolare
Come molte espressioni della lingua napoletana, anche questa trae origine dalla vita quotidiana e, in particolare, dalla cucina. I ceci, infatti, sono legumi notoriamente resistenti alla cottura. Se non vengono messi in ammollo per il giusto tempo o se la qualità non è delle migliori, possono restare duri anche dopo ore sul fuoco. Da qui nasce la metafora: esattamente come quei ceci impossibili da ammorbidire, alcune persone restano rigide nelle proprie idee e nel proprio atteggiamento, senza mai “ammorbidirsi” di fronte alle circostanze.
“So cicere ca nun se coceno” può essere detto con un tono ironico, ammirato o esasperato, a seconda del contesto. Se qualcuno resiste a ogni tentativo di persuasione, se un bambino si ostina a non mangiare le verdure, se un collega non cambia idea nonostante tutte le prove contrarie, il proverbio è perfetto per sottolineare la loro irremovibilità.
Un proverbio che racconta l’anima di Napoli
Napoli è una città di forti contrasti e di persone che, nella loro testardaggine, trovano la forza di affrontare la vita con coraggio e determinazione. “So cicere ca nun se coceno” non è solo un modo di dire, ma una filosofia di vita che esalta la capacità di resistere e di restare fedeli a se stessi, nel bene e nel male.


