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La domenica non può mai mancare sulle tavole dei napoletani, soprattutto nei giorni di festa, “Na bella guantiera ‘e paste“. Ma vi siete mai chiesti perchè il vassoio dei dolci a Napoli viene chiamato “guantiera”?

‘A guantiera ‘e paste

Guantiera” è un termine molto ultilizzato nella lingua napoletana, ma non è un termine sbagliato dovendo indicare un vassoio. La Treccani, infatti, definisce il termine in questo modo:

guantièra s. f. [der. di guanto]. – 1. ant. Vassoio (o scatola) elegante in cui tenere i guanti. 2. estens. Vassoio elegante, usato spec. nei rinfreschi per servire dolci, gelati e sim.: vennero subito gran gcolme di dolci (Manzoni). 3. region. Vassoio, in genere.

Con il tempo l’uso dei guanti, inteso come elemento di eleganza, è diventato sempre meno frequente. Tra l’altro a Napoli, il clima non consente neanche l’utilizzo dei guanti caldi. Il termine “guantiera” però è rimasto in uso, intendendo con esso il vassoio delle feste, quello delle grandi occasioni.

E allora ecco che al posto dei guanti, sulla guantiera trovano collocazione sfogliatelle, babà, zuppette, cassatine, delizie a limone, sciù (scriviamolo rigorosamente in napoletano) e chi più ne ha, più ne metta, a seconda dei gusti. Per la guantiera delle paste  esiste uan sola regola: “Adda essere sempre chiena” (Deve essere sempre piena, non deve restare nessuno spazio vuoto).

Buona Domenica!

 

 

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