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Un’intera giornata dedicata a Fabrizio De André, a vent’anni dalla scomparsa: dalle ore 11 con la proiezione no-stop di materiali video – interviste, apparizioni in tv, concerti – realizzata e curata da Vincenzo Mollica per arrivare al cuore della giornata, alle ore 15, quando Dori Ghezzi, Cristiano De André, Gino Paoli, Neri Marcoré, Antonio Ricci, Fabio Fazio, Morgan, Mauro Pagani e Luca Bizzarri ricordano Faber raccontando il “loro” De André.

Introducono e moderano Ilaria Cavo e Margherita Rubino, artefici del progetto della Casa dei Cantautori nel complesso monumentale dell’Abbazia di San Giuliano.

Un grande evento oggi a Palazzo Ducale, organizzato da Regione Liguria in collaborazione con il Comune di Genova, con Fondazione Fabrizio De Andrè Onlus, con la Camera di Commercio di Genova e Rai Teche.
L’obiettivo è proporre un viaggio nella storia e nella musica di De Andrè, nella memoria di tutti coloro che lo hanno amato. Alle 15 nel Salone del maggior consiglio di Palazzo Ducale, incontro ‘Il mio Fabrizio’: la compagna Dori Ghezzi e il figlio Cristiano De Andrè ricordano il loro Fabrizio insieme ai personaggi dello spettacolo che lo hanno conosciuto o interpretato e che hanno accettato di raccontarlo per come lo hanno vissuto: Gino PaoliNeri MarcorèFabio FazioAntonio RicciMorganMauro Pagani e Luca Bizzarri (presidente di Palazzo Ducale).

 

 

 Cristiano de Andrè: “Per me, fare il musicista e trasmettere emozioni, è l’unico modo efficace che conosco per comunicare qualcosa a tutti, mi riesce molto meglio. Molti mi chiedono “Cosa ti manca di lui?” Semplicemente mi manca lui, era mio padre, e io non posso far altro che ringraziarlo per quello che mi ha dato. Era un uomo coerente, in grado di non farsi scalfire dal consumismo, ma era anche autocritico, forse è per questo che non si è mai rassegnato e non si è mai goduto a pieno il successo”.

Dori Ghezzi: ho imparato a continuare, ad andare avanti, a convivere con Fabrizio anche se lui non c’era più. Fabrizio diceva sempre Genova è mia moglie..”

Gino Paoli: “Fabrizio era un ragazzo dolcissimo e semplice. Io, come Fabrizio De Andrè, Luigi Tenco e Bruno Lauzi, non ci siamo mai presi troppo sul serio. Ecco perchè anche Fabrizio non amava gli elogi. Se fosse qui oggi, sorriderebbe nel sentire quante cose belle si dicono su di lui. Per me Faber è stato ed è un amico che rimpiango”.

Luca Bizzarri: “In questo palazzo oggi abbiamo contemporaneamente tre genovesi: Fabrizio De AndrèNicolò Paganini ed Enzo Tortora: questa città ne ha di cose da raccontare all’Italia. Manca all’appello Don Gallo, un’altra figura abbinabile a Fabrizio, ma d’altra parte sono tanti gli assenti oggi, compreso Paolo Villaggio, anche lui avrebbe avuto qualcosa da dire su De Andrè..”

Fabio Fazio: “Per me esistono due personeFabrizio e De Andrè. Fabrizio per me è il regalo della mia amicizia con Dori Ghezzi, anche perchè io non ho avuto molte occasioni per frequentare il cantautore. De Andrè è invece per me un intellettuale, un poeta, un letterato, che ha contribuito alla formazione culturale di molte persone, è una bella storia da raccontare ai miei figli”

Neri Marcorè : “Oggi lui ci parlerebbe di migranti, che lasciano la loro terra cercando fortuna nella nostra, dove siamo nati senza alcun merito. Alla fine degli anni ’60, quando tutti parlavano di rivoluzione, lui scrisse La Buona Novella, parlando del più grande rivoluzionario della storia, ovvero Gesù” 

Morgan: “Oggi, chi formalizza e studia la musica, può insegnare il Mottetto e il Madrigale, ma la canzone è un’altra cosa. Se oggi si potesse insegnare la canzone, si partirebbe da Fabrizio De Andrè..”

 

Patrizia Gallina

 

 

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