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Il 16 ottobre si è svolta la serata di premiazione per ‘UT35-Formiche’ la Rassegna di drammaturgia breve under 35 con la direzione artistica di Gianmarco Cesario ed Antonio Mocciola, presso il Nuovo Teatro Sancarluccio, alla presenza della madrina della rassegna Rosaria De Cicco.

In apertura di serata la performance della De Cicco, in un monologo scritto da Tiziana Beato dal titolo ‘Bella da morire’, cui seguirà un corto cinematografico, che ha entusiasmato il pubblico presente. Tecnica, fisicità ed esperienza fanno dell’attrice napoletana un condensato di professionalità che mette in risalto il già divertente scritto della Beato, sul quotidiano di una tanatoestetista, ovvero una ‘Make Up Dead Man’ una truccatrice di cadaveri.

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Di seguito sono stati presentati in clip i lavori che si sono avvicendati nel corso della rassegna, sul palco del Sancarluccio.

La premiazione ha visto quattro Menzioni Speciali ad attori ed autori  per le loro performance e per l’efficacia della scrittura, una Premio giuria popolare ed infine il Vincitore della rassegna.

Le Mensioni Speciali sono andate a Diego Sommaripa per ‘Trullo-Una grande anima racchiusa in una piccola stiva’, Elvira Buonocore e Alfonso Guerriglia per ‘Puttana e basta’, Sebastiano Coticelli e Simona De Maio per ‘Two’, per l’utilizzo della voce Maddalena Serratore per ‘Clitennestra’.

Il Premio giuria popolare, che ha visto il maggior numero di voti per singola rappresentazione da parte del pubblico in sala,  è andato al corto teatrale ‘TWO

Il corto vincitore è stato ‘Clitennestra’, premio ritirato da Antonio Bandiera in rappresentanza della compagnia, che dedica il premio a Dario Fo recentemente scomparso. Il premio consiste nella riproduzione della formica della Casa d’Arte La Scarabbatola di Scuotto Raffaele.

Tutta al femminile la scelta per la giuria della rassegna composta da : Tiziana Beato (autrice ed organizzatrice teatrale), Anita Curci (giornalista, direttore Proscenio), Emanuela Ferrauto (critico Dramma.it), Luisa Guarro (autrice e regista teatrale), Barbara Napoletano (regista ed autrice), Manuela Schiano Lomoriello (attrice e regista), Giuliana Tabacchini (impresario Teatrale).

Abbiamo posto qualche domanda a Gianmarco Cesario in merito alla rassegna:

Come sono andati questi giovani autori?

Questa nuova rassegna, nata dall’unione di due precedenti rassegne una degli autori Under35 e l’altra sui corti teatrali (Corte della Formica), creandone una Under35 che fosse specializzata nella scrittura breve. Sei corti teatrali di diversa natura, tre lavori che si sono rifatti alla tradizione classica, agli archetipi del teatro greco, tradotti con un linguaggio contemporaneo condensato in venti minuti. Due i monologhi entrambe sulla solitudine, con due linguaggi estremamente diversi, uno in vernacolo napoletano l’altro in lingua. E’ indicativo che questi lavori provengano dai più giovani degli autori in gara, una solitudine che fa preoccupare. Poi era presente un testo sul femminicidio con una rilettura antropologica che si rifà alla tradizione linguistica di Pagani (Sa), un testo molto denso con una regia originale, con riferimenti zoomorfi che si rifanno al rito di uccisione di una donna. La commedia è stata rappresentata con uno spettacolo totalmente muto, una commedia romantica con il teatro di figura con attori clown e ballerini che hanno interpretato a modo loro una storia d’amore.

Linguaggi differenti come differenti sono stati gli argomenti trattati, in questo la giuria ha avuto un compito molto difficile cioè scegliere quello che potesse più rappresentare il corto da premiare.

Qual è stato il livello qualitativo di questi lavori?

Trovo che questi giovani siano tutti molto preparati, sono anche acerbi, ma con una preparazione che noi non avevamo. Probabilmente avevamo un altro tipo di ricchezza culturale, che ci veniva dalla cultura con la quale eravamo cresciuti, forse loro riescono ad entrare in un discorso formale molto interessante, nei contenuti però andrebbero seguiti. Sperimentano molto il corpo, la voce, un paio di questi corti avevano dei veri e propri virtuosismi di voce, quindi utilizzano dei linguaggi formali molto interessanti. Sono molto preparati, sono ragazzi che studiano, si vede che si informano, forse a loro manca un pò di umanità nel senso di maturità di contenuti, c’è questa ingenuità. Però essendoci molto formalismo a qualcuno può dare anche fastidio, un sorta di distanza, invece sono ragazzi che se aiutati, se seguiti, soprattutto se loro rilasciano aiutare, potrebbero dare molto alla rinascita del teatro.

Giovani molto preparati ma che devono ancora completarsi?

Molto preparati ma avrebbero bisogno di quell’umanità che viene fuori dal confronto, forse è quello che manca loro, quello riconfrontarsi, perché vivono all’internodi un loro mondo, della loro realtà. Il confronto è uno dei motivi che dovrebbero dare  credibilità a rassegne, non solo alla mia ma anche ad altre, a prescindere da qualsiasi concorso, come in questo caso due corti differenti, due realtà che si incontrano che si mettono a confronto l’uno con l’altro, che si conoscono. Questo è importante. Questi ragazzi essendo chiusi nel loro nucleo è come se avessero già i difetti della generazione precedente, che però è arrivata a questo dopo anni, mentre loro già vivono nel loro piccolo mondo circoscritto.

Si ripeterà questa rassegna il prossimo anno?

Sicuramente. Io ho voluto sperimentare questo UT35-Formiche. Quest’anno la Formica era una sezione di Ut35, dall’anno prossimo ho l’intenzione di capovolgere la situazione cioè di fare una rassegna di corti teatrali che abbia due sezioni: una dedicata agli Under35 ed una agli Over. Mi sono reso conto che alla Corte della Formica arrivavano molti testi di giovani che andavano a confrontarsi con persone più mature, che avevano più esperienza, quindi soccombevano alla preparazione di quelli più grandi di loro. Quest’anno mi era sembrato giusto che i giovani si confrontassero tra di loro.

Fonte foto: Pasquale Fabrizio Amodeo

 

 

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