Papà separati, una realtà sociale inesplorata

“Adotta un padre” è un progetto realizzato dall’associazione Misercordia SpA (Società per Amore) con fondi privati e pubblici. Il progetto ha lo scopo di dare ospitalità a papà separati che si trovano in una situazione di emergenza abitativa.  Abbiamo raggiunto telefonicamente Luigi Ronzulli, presidente di “Adotta un padre”, il quale ci ha raccontato qualcosa in più del progetto e della realtà che ancora molti uomini vivono.

Alla luce delle ultime normative (affido condiviso, bigenitorialità, affido paritetico) è migliorata la condizione dei papà separati?

Purtroppo no! Il dramma dei papà separati non solo non si è attutito, ma è addirittura cresciuto. I papà separati sono e restano una realtà sociale inesplorata. Nessuno se ne occupa. Il problema, come ti dicevo, è aumentato. Con l’avvento dell’emergenza sanitaria da Covid-19, la situazione per molti uomini si è aggravata perchè alla solidità di uno stipendio si è contrapposta la problematica della cassa integrazione. Nella maggior parte dei casi, oltre all’aspetto psicologico (allontanamento dalla casa coniugale e dai figli) è proprio l’aspetto economico ad essere determinante. Pagare un affitto, versare gli assegni di mantenimento, badare alla propria sussistenza, non è semplice. Spesso non si arriva a fine mese. E poi riorganizzarsi. Un uomo, diciamocela tutta, è meno capace di una donna in questo. Non riesce a ristabilire subito un proprio equilibrio.

E così nasce “Adotta un padre”, in cosa consiste?

“Adotta un padre” è un progetto che ha lo scopo di accogliere papà separati in serie difficoltà. Abbiamo una casa al centro di Torino che si chiama “Casa 19 Marzo”. La Casa può ospitare fino a 6 persone, ma per ragioni legate all’emergenza sanitaria, al momento ne ospita solo 4. Oltre a “Casa 19 Marzo”, da alcuni mesi abbiamo anche una Cascina Solidale a Fiano di Torino che può ospitare massimo 12 persone e anche per questa realtà l’emergenza Covid ci ha costretti a ridurre di molto il numero delle persone da accogliere. La Cascina è occupata da papà che hanno perso tutto o quasi. Non hanno un lavoro e ripagano l’ospitalità partecipando ai lavori che lo stare in cascina consente: orto, apicoltura, animali da cortile, manutenzione e tutto ciò che occorre.

Quanto restano in casa?

Di solito si tratta di una sistemazione temporanea, il tempo di riprendere in mano ciascuno la propria vita. In alcuni casi vanno via quando hanno la forza economica di prendere una casa tutta loro o possono appoggiarsi presso altre persone. Insomma la nostra casa è una casa di passaggio, ma c’è anche chi è rimasto un anno e mezzo.

Dove incontrano i loro figli?

La Casa e la Cascina sono affiancate da altri progetti per cui le occasioni di incontro si sviluppano attraverso questi progetti, ma in cascina possono ricevere e incontrare i loro figli.

Chi si occupa di mantenere in vita e sostenere il progetto “Adotta un Padre”?

“Adotta un padre” è una realtà che esiste da circa tre anni e mezzo. Vive e sopravvive essenzialmente di volontariato. Il progetto è sostenuto da donazioni da parte di privati e da alcuni professionisti che contribuiscono con prestazioni mediche (psicologi, assistenti sociali e similari).

Immagino che di storie da raccontare ne hai tante…

Davvero tante. Le separazioni sono sempre dolorose e in alcuni casi diventano dei veri e propri drammi. Nella nostra cultura è difficile comprendere che un uomo possa essere vittima di violenza da parte di una donna. Eppure ti assicuro che si verifica e si verifica spesso. Di storie te ne potrei raccontare tante: di uomini che hanno dormito per strada nei cartoni, di uomini che hanno pensato di farla finita, anche di uomini che sono stati accusati dalla moglie di cose molto gravi solo per vendetta personale.

Come è possibile dare sostegno al tuo progetto?

Mettiamo in campo una serie di iniziative. In occasione delle festività pasquali, ad esempio abbiamo le Uova Solidali. Le uova si possono richiedere attraverso le nostre pagine social e vengono consegnate in tutt’Italia. L’offerta minima è di 10 € . Il ricavato viene destinato interamente alla Casa 19 Marzo e alla Cascina Solidale. Naturalmente si può sostenere il progetto in tutti i momenti dell’anno attraverso contributi volontari.

Per chi volesse sostenere il progetto

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Adotta un padre

Cascina Solidale Torino

 


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