Tra musica, relazioni e verità che sfuggono prende vita “La verità non è figlia unica”, romanzo pubblicato da PAV Edizioni che segna l’esordio narrativo di Mariangela Cutrone, giornalista e poetessa. Attraverso i personaggi di Merida, Orlando e Flavio, l’autrice regala al lettore una storia capace di esplorare le molteplici sfumature dei sentimenti umani.
In questa intervista, Mariangela Cutrone racconta la genesi del romanzo, il suo legame con la musica e il valore di inseguire i propri sogni, soprattutto quelli che richiedono il coraggio di uscire dai percorsi più convenzionali.
- Mary Empatika, ci siano conosciute così. Con questo pseudonimo ti conoscono in tanti. Essere empatici significa assorbire spesso le emozioni e le inquietudini degli altri. La scrittura rappresenta per te una forma di elaborazione o di liberazione?
Grazie alla scrittura riesco ad attuare una sorta di “catarsi” che mi consente di esprimere al meglio tutte le emozioni custodite dentro me. Quando meno me l’aspetto l’ispirazione bussa alla porta della mia mente e dell’anima e io vengo colta da una sorta di “flusso energetico” che non posso fare a meno di assecondare. Tramite esso riesco ad esternare ed esprimere al meglio tutto ciò che scalpita dentro me e che alcune volte faccio ancora fatica a metabolizzare ed esternare in altro modo.
La scrittura per me è una grande alleata di vita. Senza di essa, credimi, non mi sentirei completa! Ne sentirei tanto la sua mancanza. Grazie al processo creativo che attua riesco anche a fare un lavoro di rielaborazione di tutto ciò che sento o che ho vissuto e che, una volta espresso, alleggerisce il mio bagaglio di vita.
- “La verità non è figlia unica” segna il tuo esordio nel mondo della narrativa. Chi ti conosce e leggerà il tuo libro troverà Merida, una meravigliosa protagonista che in parte ti somiglia. Durante la stesura e poi con la pubblicazione, hai mai avuto timore di mostrare la tua interioritá attraverso la storia che hai raccontato?
Assolutamente no! Nessuna paura, timore o dubbio. Nell’ultimo anno ho fatto un grande lavoro su me stessa anche grazie ad un percorso di psicoterapia che mi ha fatto acquisire più autostima e inedite consapevolezze. Attualmente mi sento più centrata. Sono in una fase in cui do molto valore all’autenticità, al mostrarmi per quella che sono anche con tutte le crepe, contraddizioni e debolezze che inevitabilmente ci caratterizzano in quanto esseri umani. Non ho paura di mostrami umana e non do più importanza a giudizi, pregiudizi o critiche se non sono costruttive. Nell’ultimo anno mi sono liberata di molte zavorre emotive e vampiri energetici.
- Musica rock e giornalismo sono da sempre i tuoi mondi. Quanto la musica influenza il ritmo della tua scrittura e la costruzione delle atmosfere?
La musica è la colonna sonora indiscussa e sovrana del mio processo creativo. Quando lavoro e scrivo non posso fare a meno di ascoltare le mie band preferite e le loro canzoni che per me sono grande fonte di ispirazione. E anche in questo libro troverete tanti brani consigliati da ascoltare durante la lettura di ogni capitolo. Mi piace tanto fondere la scrittura alla musica. Sarà che mi sento una mancata musicista. Chissà? La verità è che sono debitrice nei confronti di tutte le band che ho indicato in questo romanzo perché nel corso della mia vita mi hanno donato tante emozioni e mi hanno accompagnato durante varie fasi della mia esistenza.

- I personaggi del tuo romanzo si muovono tra silenzi, omissioni e incomprensioni. Ciò che non viene detto pesa più delle parole pronunciate?
Ho sempre creduto in quelli che io chiamo “silenzi sonori” e che comunicano più di mille parole pronunciate senza valore o per riempire situazioni di imbarazzo o perché veicolati dalle convenzioni. Certi silenzi sono potenti. Possono fare del bene o ferire e procurare dolore come nel caso delle verità che per molto tempo sono state taciute e che riguardano le relazioni tra i tre protagonisti di questa storia.
- Nel romanzo emerge anche il rapporto tra immagine pubblica e identità privata. È un tema che senti particolarmente vicino?
Tantissimo perché nulla è come sembra e solo a poche persone che sanno scrutare oltre la superficie tutto ciò si rivela. Purtroppo, la maggior parte delle persone si limita al visibile. In realtà, oltre esso, c’è tutto un mondo da esplorare e che ha tanto da esprimere. Va oltre le maschere indossate per convenienza, ai ruoli sociali e alle etichette che ci vengono affibbiate e nelle quali non ci riconosciamo affatto. Quest’ultime pesano a lungo andare, inabissando la parte più autentica del nostro essere che merita luce ed espressione.
- Se dovessi descrivere il tuo romanzo con una sola canzone rock, quale sceglieresti e perché?
Molto difficile rispondere a questa domanda! Ogni canzone che ho indicato per ogni capitolo ha un suo perché e ad ognuna di essa sono molto legata. Se dovessi scegliere una colonna sonora per l’intero romanzo opterei per “Open your eyes” degli Alter Birdge perché come indica il testo della canzone ci sono situazioni ed esperienze di vita che ci consentono di aprire davvero gli occhi sulla realtà anche quando sembra dolorosa e difficile da accettare. Sono momenti in cui la vita si rivela in tutta la sua autenticità. Sono così rari e speciali e ad essi ci connettiamo con tutto il nostro essere tenendo amplificati i sensi e lasciandoci travolgere dalle emozioni più vere senza avere paura o senza porre limiti tra noi ed esse. Dopo momenti di questo genere nulla è come prima perché “aprire gli occhi” ci fa evolvere in maniera inedita e in coerenza con ciò che davvero siamo.
- Cosa ti piacerebbe che restasse al lettore dopo aver girato l’ultima pagina?
Vorrei che il lettore andasse oltre la storia d’amore e che da questo libro cogliesse tanti messaggi in grado di spronarlo a non avere paura di mostrarsi per ciò che si è, in piena autenticità. Sinceramente definirlo un “music romance” questo libro è stato un azzardo perché è molto di più di esso.
- I tuoi lettori possono sperare in una nuova storia? Cosa stai scrivendo ora?
Attualmente sto editando una raccolta di poesie e sto scrivendo un nuovo romanzo ambientato nella mia amata terra d’origine, la Puglia in cui ancora una volta la musica regna sovrana. Presto mi prenderò cura anche delle storie altrui grazie ad un progetto che vedrà luce nei prossimi mesi e che mi vedrà direttrice di una collana editoriale del Gruppo Santelli che stimo molto e a cui sono molto legata perché è la casa editrice con la quale ho pubblicato la mia prima raccolta di poesie “Le parole empatiche”.

“La verità non è figlia unica” di Mariangela Cutrone, edito da PAV Edizioni, è disponibile anche su Amazon.


