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Joker fugge dall’Arkham Asylum e si rifugia in un Luna park abbandonato. Poco tempo dopo il criminale si presenta a casa del Commissario Gordon. Prima spara nella schiena a Barbara Gordon (ex Batgirl e figlia  in adottiva del commissario). Questo costringerà la giovane su una sedia a rotelle; inoltre rapisce Gordon per dimostrare la sua tesi. Ovvero che chiunque, anche la persona più retta, come ad esempio Gordon, può prendere una svolta drammatica a causa di una “giornata andata storta”. Questo spinge Batman ad intervenire, e ad iniziare le ricerche per salvare il suo amico e collaboratore.

La storia fu scritta da Alan Moore e disegnata da Brian Bolland, pubblicata in America nel 1988 mentre in Italia arrivò due anni dopo, nel 1990. L’opera è una delle più interessanti dedicate al Clown del crimine. Infatti, per la prima volta nella storia dei fumetti, vengono analizzate le origini di quella che è stata definita la Nemesi del Cavaliere Oscuro.

“Basta una giornata storta” è diventata quasi un modo di dire. A sottolineare come, a volte, anzi spesso, non serve essere un genio criminale, ma come una persona comune possa esplodere in determinate circostanze. Il film “Un giorno di ordinaria follia” di Joel Schumacher, per quanto non ispirato all’opera di Moore, si basa sullo stesso principio.

Ma perché il Joker agisce in questo modo? Il criminale sostiene di essere stato un onesto lavoratore e padre di famiglia ma, per una serie di circostanze estremamente sfortunate e diventato per l’appunto il Joker, anche per colpa dello stesso Batman. Costretto a prendere parte ad una rapina ma, durante la fuga, il Cavaliere Oscuro fa finire il futuro Joker in una vasca piena d’acido (queste origini saranno riprese da Tim Burton nel film Batman del 1989).

Ma Alan Moore, da genio qual è, inserisce una chicca. Abbastanza sottile da non influenzare la letture della storia ma sufficientemente evidente da essere notata. Che forse il Joker, nel raccontare il suo flashback, si sia limitato a raccontare una storia completamente inventata, il che sarebbe in linea col personaggio.

Curiosità: Esiste un film ispirato al fumetto con lo stesso titolo. Inoltre il recente film “Joker” ha alcuni punti in comune con l’opera di Moore e Bolland.

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