One Piece seconda stagione- Sempre meglio


Dopo aver sconfitto Arlong e la sua ciurma di Uomini Pesce, Monkey D. Luffy (Inaki Godoi) e o suoi compagni decidono di inoltrarsi nella Rotta Maggiore, l’Oceano più pericoloso ed imprevedibile del mondo. Sulle loro tracce si metteranno il tenace Comandante della Marina Smoker (Callum Kerr) e il misterioso Mr. Zero (Joe Manganiello), capo della misteriosa organizzazione criminale Baroque Works. Cappello di Paglia (soprannome dato a Luffy dalla Marina stessa) e i suoi, ben presto, si troveranno in situazioni pericolose capaci di sovvertire l’intero ordine Mondiale.

Dopo la recensione del primo episodio, c’è solo una cosa da dire a questa seconda stagione di One Piece: Sempre meglio. Tutto il buono fatto nella prima stagione è stato mantenuto ed anzi è stato migliorato. Dai piccoli dettagli alle grandi gesta epiche. In primis lo smorzamento del carattere di Sanji (Taz Skylar) che da dongiovanni incallito, al limite del ridicolo, diventa semplicemente un ragazzo che, per usare un modo di dire romanesco, fa un po’ il “piacione” con le donne. Geniale anche l’inserimento di personaggi che torneranno sicuramente più avanti (non dirò chi per non fare spoiler).

Da un punto di vista tecnico il posticcio piacevole della prima stagione è stato mantenuto ma gli effetti speciali sono comunque migliorati (la balena gigante è perfetta) è anche il personaggio di Chopper (doppiato da Mikaela Hoover in lingua originale) è splendido. La fotografia si accompagna bene alle immagini e riesce ad essere esagerata e cupa allo stesso tempo. Buona anche la colonna sonora, soprattutto nel finale degli episodi, con temi che i fan riconosceranno ma che piaceranno anche ai neofiti. Insomma con One Piece Netflix sembra aver finalmente capito come adattare un manga.

Unico neo l’interpretazione di alcuni personaggi. Charitha Chadran, l’attrice che da vita al personaggio di Vivi (stupidamente criticata per la sua etnia), non è mai veramente convincente nel ruolo, oppure Wapol (Rob Coletti) reso visivamente in maniera perfetta ma interpretato non benissimo, risultando troppo ridicolo. Per il resto la complicità fra gli attori protagonisti rimane perfetta (stile Guardiani della Galassia), inoltre ottime le figure misteriose di Mr. Zero e di Miss All Sunday (Lera Abova) che aleggiano per tutta la serie senza mai apparire del tutto.

Ma la serie da il meglio di sé negli ultimi tre episodi, specialmente nel settimo. Quest’ultimo è un vero e proprio capolavoro, da far vedere a chiunque voglia capire come combinare tragedia, comicità ed eroismo senza mai esagerare. Il personaggio protagonista dell’episodio, il dottor Hiriluk (magistralmente interpretato da Mark Harelik,) è semplicemente perfetto. Un uomo che non si ferma davanti a niente, neanche alla morte, pur di salvare il suo paese: strampalato nel vestire e nelle movenze, coraggioso ma non arrogante. E forse il merito maggiore di questo adattamento è aver fatto conoscere questo personaggio ad ancora più persone.

 

Il suo monologo, recitato di fronte ad un plotone di soldati pronti ad ucciderlo, ovvero “Quand’è che un uomo muore?” non sfigurerebbe in un teatro di prosa, anzi andrebbe messo fra i grandi monologhi della storia. Ed infatti Hiriluk ruba, meritatamente, la scena a tutti i personaggi, principali e non. In meno di un’ora per di più

Conclusioni

La seconda stagione dell’Adattamento live action del manga di Eiichiro Oda è pura perfezione. Migliora tutto il buono che c’era nella prima stagione, arricchendosi di tanti altri personaggi e ingolosendo il pubblico in crescendo, soprattutto in vista della già annunciata terza stagione. Ed inoltre il personaggio di Hiriluk è destinato a rimanere nella storia come uno dei personaggi meglio scritti della storia. Buone anche le altre interpretazioni. Inoltre la CGI è presente ma non invasiva e anzi accompagna bene tutta la storia

Curiosità: L’attrice Jamie Lee Curtis, che avrebbe dovuto interpretare la dottoressa Kureha, ha ammesso di aver dovuto rinunciare perché impegnata nelle riprese della serie su Kay Scarpetta, spiegando per filo e per segno le sue motivazioni.

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