Correva l’anno 1946, il cosiddetto “dopoguerra”, in gli Stati cercavano di ricostruire materialmente e moralmente tutto ciò che era decaduto con le due grandi guerre. Doveva ripartire tutto e anche la moda.

C’è voglia di libertà, individualismo, le spiagge sono piene di persone, ma data l’epoca è difficile trovare tessuto.

L’ingegnere Louis Réard, prende vecchi modelli di costumi da bagno e con l’aiuto dello stilista Jacques Heim, li accorciano trasformandoli in bikini

Quello che esce fuori è un approccio al moderno bikini, due pezzi, con la pancia scoperta, lato B e il seno in bella mostra. Viene organizzata la prima sfilata per presentare la collezione ma i due ebbero difficoltà a trovare le modelle.

Nessuna modella professionista o ragazza era disposta a mettersi così a “nudo”, pensarono acutamente di ingaggiare delle spogliarelliste.

Il 5 luglio 1946 alla piscina Molitor di Parigi sfilarono per la prima volta in bikini

Le spogliarelliste, divenuto modelle per l’occasione, sfilarono sotto gli occhi meravigliati del pubblico non sapendo che sarebbero entrate nella storia. Saranno ammirate successivamente anche in foto, in particolare Micheline Berardini che nei mesi seguenti ricevette circa 50 mila proposte di matrimonio.

Non vi fu nome più azzeccato quello del bikini, l’isola omonima su cui negli anni ’40 gli USA effettuarono dei test nucleari. Un nome esplosivo per una novità che ha fatto la storia, si è evoluta e continua ad essere in progresso e in uso dopo 70 anni.

Fra meraviglia e stupore dopo 70 anni è ancora il modello più amato ed indossato dalle bagnanti.

 

 

 

Fonte foto www.ilpost.it

 

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