Si sono chiusi in Bahrain i test prestagionali che hanno inaugurato ufficialmente la nuova era tecnica della Formula 1. Tre giornate intense, scandite da programmi differenti, carichi di carburante variabili e simulazioni di gara che rendono difficile tracciare gerarchie definitive. Ma qualche indicazione chiara è già emersa.
La Scuderia Ferrari ha lavorato con grande disciplina, concentrandosi soprattutto sul passo gara. La SF-26 è apparsa stabile nei long run e relativamente gentile sulle gomme, un aspetto fondamentale su un tracciato esigente come Sakhir. Più che cercare il tempo assoluto, il team di Maranello ha privilegiato continuità e raccolta dati, dando l’impressione di voler costruire basi solide prima di scoprire tutte le carte.
La Red Bull Racing ha mostrato sprazzi di velocità notevoli, specialmente nei tratti veloci del circuito. Il potenziale sul giro singolo sembra esserci, ma il lavoro si è concentrato molto sulla gestione energetica e sull’ottimizzazione della nuova power unit. La sensazione è che il team abbia ancora margine da liberare, senza aver cercato volutamente il riferimento assoluto nei tempi.
Anche la Mercedes-AMG Petronas F1 Team ha chiuso i test con indicazioni incoraggianti. La vettura è parsa più prevedibile rispetto al passato, soprattutto nelle curve lente, dove in precedenza aveva sofferto. Non ci sono stati exploit cronometrici clamorosi, ma la costanza sul passo medio è stata un segnale positivo.
La McLaren ha impressionato per equilibrio generale e velocità nei cambi di direzione, mentre il centro gruppo sembra essersi avvicinato ai top team. Il nuovo regolamento potrebbe aver compattato lo schieramento più del previsto, promettendo gare meno scontate.
Oltre ai dati cronometrici, a colpire sono state le sensazioni espresse dai piloti. Lewis Hamilton ha parlato di una fase di adattamento significativa. Secondo il pilota britannico, le nuove vetture richiedono uno stile di guida diverso, con una gestione più attenta dell’energia e meno margine di errore in ingresso curva. Hamilton ha sottolineato come il livello di aderenza sia inferiore rispetto alle generazioni precedenti e come la sfida principale sia trovare fiducia in frenata e trazione. Il suo commento lascia intendere che il lavoro di messa a punto sarà determinante nelle prime gare.
Dal canto suo, Max Verstappen ha evidenziato un aspetto diverso: la complessità strategica delle nuove monoposto. L’olandese ha spiegato che la gestione dell’energia incide molto sul modo di affrontare ogni giro, trasformando la guida in un equilibrio costante tra attacco e conservazione. Pur riconoscendo la solidità tecnica della vettura, Verstappen ha lasciato intendere che il piacere di guida puro è cambiato rispetto al passato, richiedendo un approccio più calcolato.
I test in Bahrain non consegnano un favorito netto, ma delineano un quadro interessante:
La nuova Formula 1 appare più tecnica, più strategica e forse meno immediata nella guida. Il vero verdetto arriverà soltanto nel primo weekend di gara, quando pressione, qualifiche e battaglia diretta mostreranno il valore reale di quanto visto in questi tre giorni nel deserto del Bahrain.


