Esiste un timbro, in Italia, che non ha bisogno di presentazioni. Una voce che sembra nata dall’unione tra il fango del Delta del Mississippi e l’eleganza della melodia italiana. Ieri sera, sul palco del 76° Festival di Sanremo, quel timbro ha ricevuto il riconoscimento più alto: il Premio alla Carriera. Fausto Leali, è tornato a casa, all’Ariston, per prendersi l’applauso di un’Italia che da oltre sessant’anni si emoziona sulle sue note.
A 81 anni, Leali è salito sul palco con la grinta di un debuttante e la classe di un veterano. Quando sono partite le prime note di Io amo e Mi manchi, il teatro è esploso in una standing ovation spontanea. Non era un tributo alla nostalgia, ma un riconoscimento a una potenza vocale che, incredibilmente, il tempo non ha scalfito.
Con 13 partecipazioni al Festival, Leali ha attraversato le epoche della musica italiana restando sempre fedele a se stesso: un artista soul prestato al pop, capace di graffiare l’anima con la sua iconica voce .


